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Roma, 3 lug – Secondi i dati forniti dal Ministero degli Interni, dall’inizio dell’anno al 30 giugno sono sbarcati in Italia 2.678 immigrati illegali contro i 16.577 dello stesso periodo del 2018 e gli 83.754 del 2017. Tutto è stato certamente reso possibile sia dalle iniziative di Minniti – che fu fra i primi a cercare di arginare il flusso di clandestini e le attività delle navi delle Ong, tentando di imporre loro una serie di norme che ancora oggi vengono sistematicamente disattese – che dai decreti sicurezza posti in essere da Salvini. Quando all’incremento rilevante delle strumentalizzazioni politiche, ciò si deve anche al profondo ridimensionamento delle diarie attribuite a coloro che gestiscono l’immigrazione illegale.

A tale proposito non possiamo non sottolineare da un lato l’esistenza di quinte colonne all’interno del nostro Paese che costantemente minano la credibilità delle nostre istituzioni, sia per ragioni di ordine ideologico (determinati quotidiani, molti trasmissioni televisive e alcuni partiti) che per ragioni di ordine economico. In quest’ultimo caso un ruolo attivo lo svolgono certamente determinati sindacati e determinate istituzioni religiose, cattoliche e non. Ancora una volta la simbiosi tra un certo mondo cattolico e la cultura di sinistra genera un cocktail micidiale (pensiamo alle posizioni estremiste di Zanotelli e Stada) che finiscono per danneggiare la sovranità, già ampiamente compromessa, dell’Italia.

L’opportunismo di Francia e Germania

Dall’altro lato non poche nazioni europee, strumentalizzando a fini politici la questione dell’immigrazione, stanno costantemente destabilizzando a livello internazionale i confini italiani. La Francia, ad esempio, ha recentemente sostenuto che chiudere i porti equivarrebbe a violare la legge sul mare dimenticando tuttavia di ricordare che proprio il governo di Parigi ha blindato Ventimiglia, non rispettando in questo modo il Trattato di Schengen.

La Germania altresì ha recentemente approvato un insieme di norme che prevedono, fra l’altro, l’espulsione immediata dei clandestini e l’ampliamento della detenzione preventiva per chi entra illegalmente nel Paese. Quanto alla reazione dell’Onu su questa problematica non dobbiamo dimenticare che l’attuale governo italiano si è rifiutato di firmare il Migration Compact.

Roberto Favazzo

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