Imola, 18 gen – “Le scritte in arabo vanno fatte sparire dall’ospedale!”. A Imola, passa la mozione presentata dal consigliere comunale della Lega Daniele Marchetti (all’opposizione) e approvata dal Consiglio comunale grazie ai voti del M5S (in maggioranza), con l’astensione del Pd. L’ospedale in questione è il Santa Maria della Scaletta: sulla cartellonistica, rimarranno solo scritte in italiano e inglese. Imola è, oggi, una realtà particolare: dopo oltre 70 anni di governo monocolore, a seguito della sconfitta del centrosinistra nelle ultime elezioni, il sindaco Manuela Sangiorgi è sostenuto dai grillini con la Lega all’opposizione.

Ciò nonostante, leghisti e pentastellati si sono trovati d’accordo sul punto: sollecitare l’Azienda ospedaliera affinché rimuova le scritte in lingua araba. In tutto questo, i consiglieri del Pd non hanno votato contro ma si sono astenuti. “Si chiede un intervento che l’Ausl porta avanti già di suo e solo per ingraziarsi una parte di elettorato – spiegano i dem al Resto del Carlino – ma è una cosa culturalmente molto distante dal nostro modo di pensare”.


“Il Pd si astiene perché è in imbarazzo – sostiene il leghista Simone Carapia – non può votare contro una mozione che verrebbe sostenuta dai suoi stessi elettori”. Tatticismi bizzarri a parte, Imola dimostra quale sia il vero significato della parola “integrazione”. Siamo in Italia: che si parli e scriva in italiano.

Chiara Soldani

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1 commento

  1. Comincia a buttare male anche in Emilia Romagna per i “compagni” (col Rolex)… Speriamo che prsto anche Bologna sia liberata dalla loro bestiale e ignorante tirannia, e possa tornare ad essere una città normale.

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