Milano, 29 apr – Duemila persone hanno ricordato questa sera a Milano l’anniversario della morte di Sergio Ramelli. Attorno alla piazza antistante la chiesa del Santi Aereo e Achilleo, dove si è svolta la Messa di suffragio, un quartiere blindato.
Decine di mezzi della polizia, della guardia di Finanza, dei Carabinieri hanno isolato il quartiere. Centinaia di poliziotti, carabinieri e finanzieri in assetto antisommossa hanno bloccato tutte le vie di accesso al quartiere. Tutto questo mentre Milano è in piena emergenza criminalità, con omicidi e rapine che hanno sconvolto la città nell’ultima settimana.
Al termine della Messa un corteo ordinato, silenzioso e composto si è spostato dalla piazza fino alla casa dove viveva Sergio Ramelli e dove il 13 marzo del 1975 venne sprangato a morte da un commando di estremisti di sinistra.
Il corteo si è aperto con le immagini portate a braccio, oltre a quella di Ramelli, di Enrico Pedenovi, l’altro militante di destra ucciso nel 1976 da esponenti di Avanguardia Operaia e Prima Linea, e Carlo Borsani, medaglia d’Oro al Valor Militare durante la Seconda Guerra Mondiale, fucilato a Piazzale Susa a Milano da un gruppo di partigiani il 29 aprile 1945.
Una corona di fiori è stata deposta davanti al murales di via Paladini, nei pressi della casa di Ramelli, e come tradizione la memoria dei martiri è stata onorata al triplice grido di “Presente!”.
Di seguito una fotogallery della commemorazione


Anna Pedri

6 Commenti

  1. Avete visto cari prefetti cosa vuol dire manifestare senza il bisogno di devastare vetrine e prendere a sassate i poliziotti? ditelo ai vostri amici dei centri sociali

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