Roma, 11 dic – Una grande nube di fumo incombe su Roma. A provocarla è stato un incendio che è divampato nella notte nell’impianto di compostaggio rifiuti (Tmb) dell’Ama sulla via Salaria. Sono dodici le squadre dei vigili del fuoco, in totale una quarantina di uomini, che dalle 4.30 di questa notte sono al lavoro per domare le fiamme all’interno di un capannone di duemila metri quadrati adibito a deposito rifiuti.

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Il fumo è visibile a chilometri di distanza e la nube corre in direzione del centro della Capitale, da dove già ora si avverte l’odore acre. Le cause del rogo, che al momento non è ancora stato domato, sono ancora da accertare. Sui social i residenti del quartiere dove sorge l’impianto di compostaggio e di quelli limitrofi continuano a scrivere che l’aria è irrespirabile, che i miasmi sono sempre più intensi. Sono in molti a chiedere la dimissioni del sindaco Virginia Raggi, che si è sempre rifiutata di intervenire addossando la colpa al presidente della Regione Nicola Zingaretti. O meglio, la Raggi inizialmente aveva promesso la chiusura dell’impianto entro il 2019, ma nei fatti ha poi cambiato idea, decidendo di aumentare il quantitativo di rifiuti (fino al 66% in più) destinato al Tmb di via Salaria.

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Intervistato dall’Adnkronos, il presidente del III Municipio Giovanni Caudo ha dichiarato: “Questa è l’ulteriore prova che questo impianto di via Salaria va chiuso. Noi lo stiamo dicendo da mesi, è obsoleto, vecchio. Non bisognava arrivare a queste situazioni”. Nel frattempo i tecnici dell’Arpa stanno valutando i rischi dell’incendio per i cittadini.

Il deposito è infatti da tempo al centro delle polemiche, e i residenti più volte e a gran voce ne hanno chiesto la chiusura. Recentemente sul web è partita una petizione a tal proposito, che ha raccolto in pochissimo tempo oltre 50 mila adesioni. Nei mesi scorsi la procura di Roma aveva aperto un fascicolo ipotizzando il reato di “inquinamento ambientale”, a seguito dell’esposto di 1300 cittadini dei quartieri di Fidene e Villa Spada, costretti da anni a convivere con la puzza e i miasmi provenienti dall’impianto.

Proprio pochi giorni fa, inoltre, è arrivata la bocciatura dell’impianto da parte dell’Arpa, che ha definito il Tmb di via Salaria una discarica a cielo aperto. La relazione dell’agenzia per l’ambiente, infatti, ha affermato che “l’impianto produce rifiuti che presentano ancora caratteristiche di putrescibilità e che pertanto non possono essere identificati dal Gestore quale frazione oroganica stabilizzata”.

Anna Pedri

 

 

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