Roma, 18 mag – Infuria la polemica da parte dei sacerdoti del pensiero unico sulla decisione, da parte del provveditorato provinciale di Palermo, di sospendere per 15 giorni dall’insegnamento la docente del Vittorio Emanuele III, rea di non aver supervisionato il lavoro realizzato dai suoi alunni in occasione del Giorno della Memoria, in cui si tracciavano imbarazzanti paralleli tra le leggi razziali del 1938 e il Decreto sicurezza del ministro Salvini.

Un video di cieco furore ideologico

Da sinistra, naturalmente, si è subito parlato di un’intollerabile censura. Ora, probabilmente l’episodio non meritava una tale attenzione e la sanzione che è stata alla fine comminata alla docente pare eccessiva e ingiustificata, ma il video incriminato, seppure fosse pienamente lecito in ragione della libertà d’espressione sancita dalla Carta costituzionale, rivela invero una sconcertante superficialità e un cieco furore ideologico. Non occorrono grandi argomentazioni per definire demenziale l’accostamento tra il rastrellamento degli ebrei nel ghetto di Roma e la loro conseguente deportazione e lo sgombero del Cara di Castelnuovo di Porto. Più che al ministro dell’Interno o alla Lega, si fa un torto alle stesse vittime dell’Olocausto.

Quelli che oggi condannano la sanzione ieri censuravano Altaforte

A sorprendere – o forse no – è soprattutto l’ira della sinistra, che in questo caso si è naturalmente schierata contro ogni forma di censura e a favore della libertà d’espressione, garantita dalla Costituzione. Peccato che gli stessi che oggi condannano la sanzione nei confronti dell’insegnante, vittima della censura, ieri la invocavano – ottenendola – ai danni di Altaforte, esclusa dal Salone del Libro di Torino. Allora sembrò un atto giustificabile, addirittura dovuto, quello di impedire la presentazione di libri di autorevoli scrittori (da Francesco Borgonovo a Chiara Giannini), rei unicamente di far riferimento ad una cultura altra rispetto al pensiero unico globalista ed euroinomane che fino a qualche tempo fa avanzava incontrastato e che oggi è messo in discussione. Messo in discussione, per l’appunto, non messo a tacere, come invece gli strenui opliti del globalismo intendono fare con ogni pensiero divergente. Ancora una volta, dunque, siamo costretti a registrare l’intollerabile incoerenza dei sinistri, che non hanno mancato di usare, per le due vicende, due pesi e… due censure.

Effetto boomerang per la sinistra

Vale la pena, in chiusura, far notare l’effetto indesiderato che questi tentativi di censura hanno prodotto: l’intervista di Chiara Giannini al ministro Salvini è subito balzata in cima ai libri più venduti su Amazon e un video imbarazzante, non destinato peraltro ad una diffusione esterna all’istituto scolastico ma ad un’attività interna che coinvolgeva tre o quattro classi, ha ricevuto ampia diffusione sul web grazie alla consueta e solerte opera dei censori a giorni alterni.

Giuseppe Scialabba

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