Roma, 1 ago – Médecins Sans Frontières, Doctors Without Borders, Medici Senza Frontiere, o più semplicemente Msf. L’ong che guida la rivolta contro le regole imposte dal Viminale, che – inaudito! – ha addirittura pensato di poter mettere il becco su ciò che questi enti privati fanno nel Mediterraneo, ha più di 40 anni di attività alle spalle. L’organizzazione nasce infatti il 21 dicembre 1971, su iniziativa di un gruppo di dottori francesi di ritorno dal Biafra con una missione della Croce rossa. La proverbiale neutralità dell’ente internazionale, tuttavia, non soddisfaceva la volontà di interventismo di questi medici politicizzati. Tra i fondatori della nuova organizzazione, spicca Bernard Kouchner, un noto teorico del “diritto di ingerenza occidentale” e sostenitore di tutte le guerre occidentali. Pur da iscritto al partito socialista, fu ministro degli Esteri sotto Sarkozy e ora è diventato sostenitore di Macron. In seguito, ritenendo Msf ancora troppo poco “politica”, Kouchner fonderà l’ancor più ambigua Médecins du Monde.

La neutralità di Msf rispetto ai conflitti in cui è impegnato il suo personale è stata più volte messa in discussione. Le testimonianze dei suoi volontari sono per esempio state determinanti per addossare al governo siriano la colpa dell’attacco chimico di Ghuta del 21 agosto 2013 (qualche tempo dopo, uno studio del Mit di Boston svelerà che, con molta probabilità, furono i ribelli a sferrare quell’attacco). Anche in occasione di vari bombardamenti di ospedali dalla matrice controversa, Msf si è sempre schierata in prima linea nell’accusare l’esercito siriano e quello russo.


Chi finanzia questo tipo di attività? Leggiamo sul sito dell’associazione: “Il 2016 ha visto un incremento del 8.5% dei proventi, da 52,3 milioni di euro a 56,8. Anche nel 2016 la grande maggioranza dei proventi da Raccolta fondi, circa il 94%, proviene da scelte fatte da privati cittadini mentre il 6% proviene da aziende e fondazioni. La crescita delle donazioni regolari, pari al 32% del totale raccolto, assicura ad Msf una pianificazione ottimale delle attività. La prevalente origine privata delle risorse garantisce il rispetto di alcuni dei principi fondamentali che ispirano il lavoro di Msf: imparzialità, indipendenza e neutralità”. Che i finanziamenti privati garantiscano imparzialità è in realtà piuttosto discutibile, soprattutto se si tratta di grandi privati come gruppi bancari o multinazionali. Ma di questo poco si sa, perché manca totalmente qualsiasi forma di trasparenza circa l’identità dei donatori. In rete circolano, senza troppe prove, i soliti nomi: Goldman Sachs, Open Society etc. Di documentabile c’è però solo la presenza di Elizabeth Beshel Robinson, di Goldman Sachs, nell’Advisory Board del ramo statunitense dell’associazione.

Le recenti polemiche sul ruolo delle ong nell’invasione migratoria hanno tuttavia cambiato un po’ l’atteggiamento del pubblico nei loro confronti: “Hanno sparato nel mucchio e alla fine il danno è stato fatto. Negli ultimi anni crescevamo in media al ritmo del 10%. Ora invece, dopo le accuse e le semplificazioni isteriche sul nostro lavoro, abbiamo iniziato a registrare un calo delle donazioni”, dice Annalaura Anselmi, direttrice della raccolta fondi per Msf. Un recente sondaggio dice che il 79% dei donatori degli anni scorsi è ora “sospettoso” sull’operato delle organizzazioni umanitarie. Il 48% degli italiani è convinto che abbiano un interesse economico a soccorrere i migranti e il 49% pensa che si mettano d’accordo con i trafficanti. Di certo il loro niet al codice proposto dal Viminale, che fra le altre cose mira appunto ad azzerare i contatti fra ong e trafficanti, non diraderà i sospetti di collusioni e complicità.

Giorgio Nigra

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  1. Per le ”ONG” dei furbetti, sequestro navi e galera…Ma per fare questo occorre un governo con le palle e non complice..

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