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Cagliari, 14 giu – Insulti e minacce su Facebook sono sicuramente manifestazioni odiose e da condannare, ma a sinistra c’è chi ne fa un vessillo di martirio a suffragio delle proprie battaglie “ideologiche”. Prendiamo Michela Murgia, ad esempio. Prima provoca con fascistometri, o paragoni improbabili (“essere maschi è come essere figli di mafiosi“); quando ha ottenuto la scomposta reazione dei detrattori, estrae la sua victim card e diventa l’agnello sacrificale del Patriarcato. Così qualcuno parlerà di lei per qualche giorno.

“La Lega legittima il registro della violenza”

Così ha fatto anche stavolta in un post su Facebook, denunciando uno shitstorm nei suoi confronti avuto luogo in un gruppo di sostegno al Carroccio:  “C’è un gruppo dei sostenitori della Lega che si chiama ‘Uniti a Salvini’. Gli iscritti sono 13.595. Qualcuno di loro ci ha postato un articolo che sintetizza il mio intervento a Bologna in piazza Maggiore per la Repubblica delle Idee. Che questa gente mi auguri la morte, lo stupro o mi insulti mi importa poco a titolo individuale”. Se ti importa poco, perché ne parli? “Questo gruppo lo faremo chiudere. Cento altri ne sorgeranno e faremo chiudere anche quelli – osserva – Ma quando è chi governa a legittimare questo registro, l’azione della violenza è pedagogia di stato”.

“Squadrismo”, che parola magica

E poi arriva al dunque, alla parolina magica che tutti aspettavamo: “Questo comportamento ha un nome: si chiama squadrismo ed è l’espressione pratica della violenza come metodo politico. Qualunque leader politico democratico, specialmente uno che fa spendere ai cittadini 404 mila euro all’anno di stipendi per pagare chi si occupa della sua comunicazione, si dissocerebbe immediatamente da chi usa metodi simili. Il ministro degli Interni, che di solito è pronto a twittare su qualunque cosa, invece in casi come questi tace”. E conclude: “Lasciare questa sequenza di commenti in un gruppo aperto dedicato a Matteo Salvini manifesta l’intenzione di ‘punirne una per educarne cento’, facendo vedere a tutti, e soprattutto a tutte, cosa succede a chi ha idee diverse dalle loro e si permette di manifestarle apertamente”. Quindi è squadrismo anche quando a insultare e minacciare sono gli elettori del Pd? O quello è consentito, grazie alla regoletta non scritta per cui “minacciare di morte uno schifoso ‘fasciopopulista’ non è reato”? Non tema cara Murgia, che sui “rischi” e le conseguenze derivanti dall’esprimere la propria opinione apertamente ne sappiamo più di lei; lei e i suoi sodali, che in un panorama culturale e mediatico occupato militarmente dal pensiero unico, fingete di ergervi a paladini delle “idee scomode” quando, in realtà, non fate altro che predicare dogmi. Quando ad essere minacciate sono donne che non la pensano come voi, voi non alzate un dito e guardate altrove.

Cristina Gauri