Palermo, 27 giu – I porti siciliani sono quelli che stanno pagando il prezzo più alto per gli sbarchi che continuano a prendere d’assalto le coste italiane. Nella sola giornata di oggi sono attesi quasi 3mila immigrati, 2.786 per la precisione, recuperati in 21 interventi di soccorso nei giorni scorsi. I loro Paesi d’origine sono: Sudan, Siria, Nigeria,  Bangladesh, Marocco,  Camerun, Togo, Costa d’Avorio, Ghana, Repubblica centrafricana, Guinea, Conakry, Tunisia e Algeria. Sbarcheranno nei porti di Augusta, Messina, Palermo e Catania.

Situazione un po’ meno pesante, ma analogamente difficile a Vibo Marina, dove questa mattina sono sbarcate 573 persone dalla nave “Opv Kbv” della Guardia costiera svedese. A bordo anche 69 donne e 130 minori, provenienti per la maggior parte dall’Africa Sub sahariana e da alcuni paesi del Sud Est asiatico. Nei giorni scorsi a Vibo gli sbarchi erano stati sospesi a causa del protrarsi delle operazioni di smistamento dei profughi, che aveva mandato in tilt il sistema di accoglienza. E proprio perché in Calabria sembra non ci sia più posto, gli immigrati verranno smistati nelle strutture messe a disposizioni in Campania, Lazio, Piemonte, Veneto, Toscana, Puglia e Abruzzo. Alcuni di loro saranno accolti a Trento e Bolzano.

Ma l’allarme vero sta per arrivare nei prossimi giorni, quando dalle varie navi di ong e guardie costiere terminerà lo sbarco degli 8.500 immigrati salvati nei naufragi degli ultimi giorni. Erano a bordo di carrette del mare naufragate e tratte in salvo da 14 navi: sei di queste hanno già fatto ingresso o stanno per entrare in porti di Sicilia e Calabria; le altre otto sono ancora in navigazione a largo delle coste italiane.

Numeri impressionanti, a cui si devono aggiungere i 5mila salvati di ieri al largo delle coste libiche. Erano a bordo di 5 barche e 18 gommoni, e sono stati raggiunti da unità della Guardia Costiera e dalle solite ong, oltre che da alcuni rimorchiatori dirottati per i soccorsi.

Anna Pedri

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