Roma, 18 gen – Giulia Jasmine Schiff, ex allieva dell’Aeronautica Militare, ha denunciato di aver subito atti di nonnismo mentre frequentava l’Accademia di abilitazione al volo.
Episodio emblematico sarebbe stato quello di un “rito di iniziazione” presso la Scuola di volo di Latina – quello che viene definito dai piloti il “battesimo del volo”–  che la donna, anche atleta azzurra nella specialità del mezzofondo, avrebbe subito da neopilota.
E’ infatti stato diffuso un video, anche depositato in Procura dai legali della soldatessa veneta, in cui la Schiff viene presa e gettata in una piscina dai suoi commilitoni a seguito del suo primo volo. La ragazza racconta di aver subito botte, umiliazioni e minacce durante l’avvenimento.

A quanto la Schiff ha raccontato al Corriere della Sera, la sua iniziativa di denunciare tali atti che definisce di “nonnismo” la mette in cattiva luce, sino all’espulsione dall’Aeronautica per “insufficiente attitudine militare”.

Ma adesso spunta un nuovo video, su un altro “battesimo del volo” sempre nella Scuola di Latina. La dinamica è la stessa, l’allievo al primo volo viene preso e gettato in acqua dai colleghi . Ma in queste immagini  è proprio Giulia Jasmine Schiff a prendere a piccole “frustate” il compagno di corso protagonista della “cerimonia”.
Secondo gli avvocati della donna, la circolazione di questo nuovo video altro non sarebbe che una ritorsione nel suoi confronti.


Sul punto del preteso “nonnismo” del battesimo del volo  interviene anche Samantha Cristoforetti. L’astronauta italiana è anch’essa, infatti, passata per la Scuola di volo dell’Aeronautica italiana prima di approdare ai voli spaziali. E sui suoi profili social diffonde il video in cui essa stessa, anni fa, viene goliardicamente gettata in piscina dai suoi commilitoni a Latina a seguito del primo volo eseguito definendolo “il giorno più bello della sua vita”. La Cristoforetti non fa riferimenti diretti alla vicenda della signorina Schiff: ma sia il tempismo nella pubblicazione di questo video che la circostanza di essere anch’essa una donna che ha frequentato brillantemente l’Accademia di volo non lasciano pensare ad una coincidenza.

Ilaria Paoletti

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Commenti

commenti

1 commento

  1. il cosidetto “nonnismo” è stata una fucina eccezionale per formare caratteri forti;
    quelli psicologicamente più stabili e fisicamente più forti ne passavano indenni,i più deboli andavano fuori di testa,in una espressione da caserma “impazzivano”;

    però, per quanto umanamente siamo tutti portati per istinto a solidarizzare con il più debole e a difenderlo,in ambito militare operativo…il soggetto debole è un pericolo per sè e per gli altri,sia che abbia un’arma in mano,un paracadute sulle spalle o sia ai comandi di un caccia, e questo anche in tempo di pace ovviamente;

    il resto sono solo chiacchere proferite da chi non ha mai messo la propria vita nelle mani di un commilitone come a volte può succedere.

    il problema delle donne in divisa non è certo la resistenza fisica o al dolore (ove sono geneticamente forse più portate degli stessi uomini,ovviamente “pound for pound”) quanto piuttosto
    quella psicologica con relativa soglia del panico, come è stato dimostrato da una allieva aspirante “ascaro”che ha sclerato – con relativo pianto – non certo per un tuffo in piscina in stile ferragostano,ma perchè probabilmente si è “cagata in mano” durante il primo semplicissimo circuito fatto da sola ai comandi di un areoplanino come il SIAI.

    “non ti fidar di me se il cuor di manca”

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