Roma, 15 mar – Italia chiusa da oggi fino al 6 aprile: tra zona rossa e arancione si torna più o meno al lockdown di un anno fa. Le ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza sulla scorta dei nuovi più stringenti criteri di assegnazione delle fasce di rischio spediscono Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto, Marche, Molise, Puglia, provincia autonoma di Trento in zona rossa (con relativo lockdown). Vanno invece in zona arancione Basilicata, provincia autonoma di Bolzano, Toscana, Abruzzo, Calabria, Liguria, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta. Rimane in fascia bianca la Sardegna, “isola felice”. Il governo ha pubblicato ieri le Faq – le risposte alle domande più frequenti – per chiarire i dubbi su regole e divieti imposti dal nuovo decreto legge.



Le regole valide su tutto il territorio

In tutto il territorio vige il coprifuoco dalle 22 alle 5, il divieto di spostamento tra regioni, l’obbligo della mascherina anche all’aperto, il rispetto del distanziamento sociale, il divieto di assembramento. Scuole di ogni ordine e grado chiuse nella zona rossa.

Visite e spostamenti in zona rossa e arancione

Per quanto riguarda le visite, nelle zone arancioni “sono consentite una sola volta al giorno, verso una sola abitazione privata abitata dello stesso comune, tra le 5 e le 22, a un massimo di due persone (i minori di 14 anni non vengono computati)”. Se si vive in un comune che ha fino a 5mila abitanti ci si può spostare “tra le 5 e le 22 entro 30 km ma senza andare nei capoluoghi di provincia”. Nelle zone rosse invece le visite a parenti e amici sono vietate. Così come sono vietati gli spostamenti dalla propria abitazione ad eccezione di comprovate esigenze di lavoro, salute e necessità, da indicare nell’autocertificazione (qui il modulo).

Visite a parenti e amici, le deroghe per Pasqua

Il 3, 4 e 5 aprile 2021, il fine settimana di Pasqua, tutta Italia sarà zona rossa ma “sarà consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata della stessa regione, tra le ore 5 e le 22, a un massimo di due persone e con minori di 14 anni, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione”.

Le regole per le seconde case

Per quanto riguarda le seconde case, il governo ribadisce che è permesso raggiungerle “anche in un’altra regione o provincia autonoma (da e verso qualsiasi zona: bianca, gialla, arancione, rossa), solo a coloro che possano comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi nello stesso immobile anteriormente al 14 gennaio 2021”. Sono esclusi gli “affitti brevi”. La seconda casa “non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare e vi si può recare unicamente tale nucleo. La sussistenza di tutti i requisiti potrà essere comprovata con autocertificazione”. La Valle d’Aosta, dal canto suo, ha emesso un’ordinanza che vieta il trasferimento nelle seconde case.

Spostamenti per genitori separati o divorziati

Deroghe anche per genitori separati o divorziati. In zona rossa infatti “gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra regioni e tra aree differenti”. Nel caso di spostamenti da e per l’estero, “è comunque necessario consultare l’apposita sezione sul sito del Ministero degli affari esteri per le prescrizioni sanitarie relative al Paese da cui si proviene o in cui ci si deve recare”.

Attività sportiva all’aperto consentita anche in zona rossa

In zona rossa “è consentito svolgere l’attività sportiva esclusivamente nell’ambito del territorio del proprio comune dalle 5 alle 22 in forma individuale e all’aperto, mantenendo la distanza interpersonale di due metri”. È consentito “nello svolgimento di un’attività sportiva che comporti uno spostamento (per esempio la corsa o la bicicletta), entrare in un altro comune, purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il comune di partenza”. Se non ci sono ordinanze locali che lo vietano, “si può andare nei parchi rispettando il divieto di assembramento e in prossimità della propria abitazione“. E’ inoltre “consentito partecipare alle funzioni religiose (battesimi, matrimoni, funerali) nei limiti e nel rispetto degli specifici protocolli”. Sono invece vietate le feste sia in zona arancione, sia in zona rossa.

Assistenza a persone non autosufficienti

Si può uscire dal comune e dalla regione “per dare assistenza a persone non autosufficienti. La necessità di prestare assistenza non può giustificare lo spostamento di più di un parente adulto, eventualmente accompagnato dai minori o disabili che abitualmente egli già assiste”. In zona rossa tuttavia sono vietati gli spostamenti per fare visita alle persone detenute in carcere, “non potendo ritenere che tali spostamenti siano giustificati da ragioni di necessità o da motivi di salute. In tali casi i colloqui possono perciò svolgersi esclusivamente in modalità a distanza”.

Lavoro agile

Se l’amministrazione pubblica o il datore di lavoro privato “non può fornire la strumentazione necessaria, il lavoratore può comunque avvalersi dei propri supporti informatici per svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile“. L’amministrazione o il datore di lavoro privato sono però “tenuti ad adottare le misure organizzative e gestionali atte ad agevolare lo svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità agile”.

Negozi chiusi

Nella zona rossa “sono sospese le attività di commercio al dettaglio, fatta eccezione per la vendita di generi alimentari e di prima necessità“. Negozi chiusi, dunque, a partire dai centri commerciali. Nei supermercati è inoltre vietata la vendita di beni che non siano alimentari o di prima necessità. “Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie”. Chiusi anche musei e mostre, oltre che cinema e teatri, che non hanno proprio riaperto, così come palestre e piscine, da oltre quattro mesi.

Adolfo Spezzaferro

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