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Roma, 24 feb – L’aereo di Stato con a bordo i feretri dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, uccisi lunedì 22 in Congo in circostanze ancora da chiarire, è atterrato ieri intorno alle 23.30 all’aeroporto militare di Ciampino a Roma. Ad attenderli, il presidente del Consiglio Mario Draghi, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Non era a Ciampino il capo dello Stato Sergio Mattarella per una lieve indisposizione.



Agguato in Congo, oggi le autopsie domani i funerali di Stato

Le autopsie sui corpi sono attese in mattinata al Policlinico Gemelli di Roma. Mentre i funerali di Stato dovrebbero svolgersi giovedì mattina alle 9.45 a Roma, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. La salma del diplomatico sarà poi trasferita a Limbiate, dove ci sarà una camera ardente in Comune, e, sabato, una cerimonia funebre. Con Attanasio e Iacovacci è morto anche Mustapha Milambo, autista del Programma alimentare mondiale.

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Agguato in Congo, informativa di Di Maio alle 9 alla Camera e alle 10.45 al Senato

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio terrà alle 9 nell’Aula della Camera e alle 10.45 nell’Aula del Senato un’informativa urgente sull’uccisione dei due italiani in un agguato nella Repubblica democratica del Congo, a nord di Goma, vicino al Parco nazionale dei Virunga, al confine con il Ruanda. Il diplomatico, il carabiniere di scorta e l’autista della jeep sono stati uccisi in un attacco di alcuni uomini armati, in quello che per adesso si ritiene sia stato un fallito tentativo di rapimento. Ma sono diverse le piste su cui indagare. Questo sarà il compito dei carabinieri del Ros giunti in Congo.

Sull’aereo anche la moglie e le tre figlie dell’ambasciatore e alcuni congiunti del carabiniere

L’Italia piange due servitori dello Stato. Onore all’ambasciatore Luca Attanasio e a Vittorio Iacovacci, militare dell’Arma dei Carabinieri. Il nostro Paese non vi dimenticherà mai”. A scriverlo su Facebook è il titolare della Farnesina. Sull’aereo viaggiavano anche la moglie e le tre figlie dell’ambasciatore, che con lui vivevano a Kinshasa, e alcuni dei congiunti del carabiniere, che erano partiti appositamente da Sonnino (Latina) per assolvere a questo compito doloroso. “In trenta secondi sono passati i ricordi di una vita, ci è crollato il mondo addosso. Sono cose ingiuste, che non devono accadere. Per noi la vita è finita”. Così Salvatore, il papà dell’ambasciatore, esprime il suo dolore all’Ansa. Il Comune di Sonnino vorrebbe intitolare la locale caserma dei carabinieri alla memoria di Iacovacci. “Noi oltre ad indire il giorno di lutto cittadino in concomitanza con i funerali, vogliamo chiedere ai vertici dell’Arma di intitolare la caserma dei carabinieri di Sonnino a Vittorio Iacovacci”, ha annunciato il sindaco Luciano De Angelis.

Le indagini del Ros sull’agguato e lo scontro a fuoco

I carabinieri del Ros, giunti in Congo su delega della Procura di Roma, acquisiranno i verbali delle testimonianze raccolte dagli inquirenti locali delle persone presenti sul luogo dell’agguato. Tra questi anche il racconto del funzionario italiano del Pam, Rocco Leone, l’italiano superstite. Tra l’attività che i carabinieri del Ros svolgeranno in Congo c’è anche quella relativa alle armi utilizzate dai ranger intervenuti nel luogo dell’agguato. I Ros acquisiranno informazioni sulle armi in dotazione al corpo che si occupa di vigilare il Parco del Virunga. Secondo una ricostruzione, vi sarebbe stato uno scontro a fuoco tra i ranger e i rapitori ed è in questa fase che avrebbero perso la vita i due italiani. Quindi gli esami sulle armi potrebbero fare luce su chi ha sparato ai nostri connazionali.

Adolfo Spezzaferro

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