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Roma, 16 dic – Per la sottosegretaria alla Salute Zampa (Pd) gli italiani che si sono permessi di uscire di casa a fare acquisti dopo il «via libera» del governo, creando così gli inevitabili assembramenti si sono comportati come «bambini con la marmellata», per cui «la mamma» si vede costretta a «nascondere i barattoli».



Italiani criminalizzati

Con questa ennesima, incredibile sparata è intervenuta l’altro ieri a Tagadà, il programma su La7 condotto da Tiziana Panella. La puntata verteva sui tanto criminalizzati assembramenti dello scorso fine settimana. Il ministero della Salute nei giorni scorsi aveva dato l’ok per il «cambio di colore» in tutte le Regioni d’Italia, un ok che comportava l’allentamento delle restrizioni e l’apertura delle vie dello shopping cittadine.

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Gli italiani, o meglio «i bambini golosi di marmellata» come li chiama Zampa, hanno semplicemente seguito le direttive che consentivano loro di uscire di casa e recarsi a fare gli acquisti natalizi – spronati anche dal cashback, che fino a prova contraria è una iniziativa del governo. Apriti cielo, le immagini del Paese in ripartenza economica hanno fatto ululare di sdegno ministri e tecnici: italiani irresponsabili, infantili, gli assembramenti sono criminali, studiamo subito la stretta natalizia per tenerli tutti in casa.

Per la Zampa i suoi connazionali sono “bambini che rubano la marmellata”

La metafora migliore l’ha comunque servita il sottosegretario alla Salute. «Servono comportamenti più consapevoli. E’ come quando la mamma dice al figlio di mangiare la marmellata», spiega Zampa con il suo consueto tono arcigno: «Se i bambini mangiano sei barattoli di marmellata, inevitabilmente producono un danno tale per cui la mamma nasconderà i barattoli». Ha detto proprio così. «Io non penso che lo Stato si debba trasformare in una mamma, penso però che i cittadini debbano assumere comportamenti più consapevoli». Quindi gli italiani sono infantili, privi di responsabilità, affetti da bulimia, incapaci di decidere cosa è bene per loro. Meno male che c’è mamma Zampa.

Moralismi anche sull’aperitivo

E come andrebbero assunti questi comportamenti consapevoli, di grazia? Come possono milioni di persone mettersi d’accordo su chi deve uscire di casa e su chi no? «Non è necessario andare tutti negli stessi quattro negozi a fare le compere, basta cambiare due strade più in là», è l’illuminante risposta di Zampa. Che non se la prende solo con lo shopping, ma deve moraleggiare anche sugli «aperitivi anticipati» alle 4: «La gente inizia a fare aperitivo alle 4 del pomeriggio mentre una volta alle 4 al massimo si beveva un the con le amiche», dimenticando forse che è stato il suo esecutivo a far cessare la somministrazione di alcolici alle 18.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

3 Commenti

  1. hanno in odio le persone normali.

    del resto credo che questa Zampas sia la stessa proponente che ha deciso,tramite una legge,che noi si debba spendere almeno (in realtà molti di più) 24.000 euro all’anno per sedicenti minori stranieri,sempre sedicenti “non accompagnati” e questo a fronte di MILIONI di famiglie itaiane in dificoltà,loro figli minori autentici inclusi.

    di sinistra anzi di sinistro,questi personaggi hanno solo i loro evidenti complessi.

  2. Se nel mio paese non ci sono negozi,non basta spostarsi due strade più in la.Non tutti abitano a Roma o Milano

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