Molinella, 22 mar – Più o meno in questo periodo di un anno fa l’Italia sfoderò una delle più ingenti cacce all’uomo mai viste: quella nei confronti di Norbert Feher, alias Igor Vaclavic, il killer di Budrio. Centinaia e centinaia di uomini dei reparti speciali, fino a migliaia, hanno battuto a tappeto le campagne e le paludi della provincia ferrarese alla ricerca del killer fantasma. Un costo per le casse dello Stato stimato in circa 200 mila euro al giorno. Non tutti ancora pagati.

Un bed and breakfast di Molinella deve infatti riscuotere ancora 33 mila euro, relativi al costo di alloggio di una parte dei corpi speciali, e ora rischia di chiudere. La titolare ha raccontato le sue difficoltà al Resto del Carlino: «In aprile ho ospitato i cacciatori di Calabria, impegnati nelle ricerche al killer Igor. Occupavano gran parte delle camere e quindi, in quel periodo, non ho potuto avere altre entrate. Ragazzi con cui ho stretto amicizia, e che ho trattato come parenti stretti: preparavo loro ogni giorno la colazione (60 uova), pur non essendo compresa, e poi pulivo le loro mimetiche. A settembre se ne sono andati e mi sono informata per ottenere il saldo della fattura. Si parla di circa 33mila euro più Iva». A pagare avrebbe dovuto essere lo Stato, che però latita.

La storia del Rooms and Breakfast ‘Cesare Magli & Figli è simile a quella di molti altri albergatori della zona, che stanno ancora aspettando il saldo delle fatture. Come spesso accade in queste situazioni, i debitori giocano allo scaricabarile. La prefettura ha inviato la richiesta di emettere le fatture relative all’alloggio nel dicembre scorso, circa sei mesi dopo che chi dava la caccia a Igor se ne era già andato dal ferrarese. Ma poi al momento di saldare il conto, a 60 giorni dall’emissione della fattura da parte degli albergatori, si è scoperto che di soldi in cassa non ce n’erano e i fondi chiesti allo Stato tardano ad arrivare. Intanto le attività in questione, oltre al mancato guadagno, fanno i conti con i fornitori da pagare, gli stipendi, gli impegni con le banche, le tasse. E rischiano chi chiudere.

Anna Pedri

 

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2 Commenti

  1. senza entrare nella ovvietà che se lo Stato pagasse con la stessa lumachesca “celerità” anche chi offre alloggio agli aspiranti profughi,avremmo risolto davvero il secondo problema perchè nessun albergo si metterebbe più a disposizone per quel lucroso business…

    sono solo io a pensare che se quel signore slavo non fosse stato fatto entrare a prescindere,oltre ai morti da costui causati avremmo anche risparmiato i 200.000 euro al giorno di cui sopra ?

    PS massima stima per i “Cacciatori”…ma a casa mia un Operatore dei Corpi Speciali dorme in tenda o container per avere massima mobilità sul territorio, a meno di non pensare davvero che in Afghanistan
    ci siano migliaia di “Pensioni Molinella” ove alloggiare durante le operazioni militari,uova comprese alla sveglia. Una mia amica americana durante Desert Storm (1991) come sergente USMC mi ha detto che non ha mai visto un albergo per tutto il periodo delle operazioni tra Iraq e Kuwait,giusto come termine di paragone.

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