hashtagRoma, 15 nov – Purtroppo, alle stragi terroristiche ormai cominciamo a essere preparati. Talmente preparati che le nostre reazioni cominciano a essere stereotipate. C’è quasi un iter obbligato da percorrere. Ecco, quindi, le 10 fasi dell’elaborazione del lutto dell’occidentale medio.

1. Lanciare hashtag che riprendano tormentoni mediatici (stavolta è stato #prayforparis, l’altra volta era stato #jesuischarlie). L’idea è quella che i tagliagole fanatici, vedendo la nostra indignazione tra la foto di uno spritz e il book sul nostro cane, desistano dalle loro azioni e si convertano alle ragioni della democrazia.

2. Cambiare la foto profilo sui social seguendo le indicazioni consigliate dalle stesse piattaforme che utilizziamo. Oggi si tratta del profilo che richiama la bandiera francese, come proposto da Facebook. L’ultima volta l’avevano fatto con la bandiera arcobaleno gayfriendly e si era poi scoperto che in realtà era una indagine di mercato del social network. Stavolta sarà sicuramente commozione vera, però.

3. Abbandonarsi all’epica stracciona. Può essere una coppia che si bacia nel mezzo di un momento drammatico, opportunamente fotografata, ma ultimamente va molto forte un pianoforte che spunta dal nulla, inizia a suonare qualcosa e “commuove il web”. A Parigi hanno pensato bene di suonare quell’inno all’abolizione delle frontiere che è “Imagine” di John Lennon, ovvero l’ideologia musicata che ci ha condotto in questa situazione.

4. Ostentare un coraggio che nessuno ha, dopo decenni di educazione al non coraggio, postando sui social “io non ho paura” e cose così. E poiché amiamo solo le parole che diventano azioni, la sera stessa sfondarsi di shottini nei locali spacciando la cosa per dissidenza politica, come in tutta serietà ha proposto Beppe Severgnini sul Corriere della Sera.

5. Ribadire comunque che i “valori occidentali” sono forti, che non si toccano. Evitare di domandarsi quale sia il legame fra i suddetti valori e il fatto di essere diventati le sagome da allenamento della gioventù allogena annoiata.

6. Polemizzare con Salvini (ogni nazione ha il suo Salvini, ovviamente). Ragionare come se i tweet di Salvini avessero causato la strage e non viceversa. Mettere “l’avanzata del populismo” in cima alle priorità politiche prima ancora di aver finito di contare i morti. Lanciare campagne contro lo “sciacallaggio”, categoria sotto cui cadono tutti coloro che provano ad avere una reazione minimamente vitale alle tragedie.

7. Esprimere un imbarazzo che sconfina con la reticenza rispetto a qualsiasi legame dimostrabile fra terrorismo, immigrazione, società multiculturale, società multirazziale. Mostrare senza vergogna di preferire la preservazione di un castello di carte ideologico a quella della nostra vita stessa. Meglio morire che ammettere di aver toppato alla grande.

8. Sorbirsi i discorsi delle autorità sulla “vicinanza al popolo amico”, il “lutto che colpisce tutto l’Occidente”, la “barbarie disumana”, “l’attacco ai nostri valori”. Premio 2015 a mister nullità Ban Kii Moon, che in piena sparatoria ha intimato il cessate il fuoco ai terroristi. Che stranamente hanno continuato a fare mattanza di chiunque capitasse loro a tiro.

9. Sorbirsi i discorsi delle medesime autorità sul fatto che tutto è sotto controllo, i livelli di attenzione sono stati innalzati, nulla sfugge ai commissari Basettoni de noantri. Farlo, se possibile, con la faccia di Angelino Alfano, per avere più carisma e sintomatico mistero.

10. Rilanciare, per non sbagliare, la guerra contro Assad, che qualcosa dovrà pur entrarci con gli stragisti di casa nostra.

Adriano Scianca

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7 Commenti

  1. L’unico hashtag da lanciare (non necessariamente attraverso quei canali idioti convenzionali) è NE VALE LA PENA? Quante vite di Bianchi europei possono essere sacrificate in nome della società multirazziale?

    Tutti i media, tutti, non si stanno preoccupando affatto su come eliminare le cause di morte e sofferenza delle popolazioni europee autoctone, ma, se osservate le reazioni degli “opinionisti”, queste vertono tutte sull’argomento: come continuare a costruire la società multirazziale (in realtà a-razziale, di razza meticcia) che è OBBLIGATORIO per tutti sostenere, nonostante i morti e il terrore?

  2. Questo articolo è tutto uno scherzo.

    Un fottuto scherzo.

    Non si può essere così ingenui da difendere il comportamento disgustoso di Salvini, Gasparri, Meloni.

  3. Meglio difendere degli identitari che un porco sinistroso come te!
    Caro comico, fai pure l’hastag commovente, continua a credere ireniscticamente alla società multirazziale, all’antifascismo, all’Islam “religione di pace”.Sono la papina per degli stronzi viscidi come te!

  4. Innazitutto non sono nonno, ho 31 anni in buona salute (un trentenne fortunatamente non deviato dalle porcherie moderne). E che a me non piacciono le ipocrisie e i giri di parole quindi chiamo certi soggetti come meritano.

  5. Articolo FANTASTICO e soprattutto vero… e chi è qui a commentare il contrario in realtà sta cercando di conciliare la realtà con il sederino che gli rode (molto).

  6. Oggi, queste 10 reazioni si rimaterializzeranno, perchè è la cifra della nostra viltà, del nostro rimbecillimento. Comincio a pensare che in fin dei conti ce le meritiamo le stragi!

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