Roma, 26 apr – Una vera e propria guida per terroristi finalizzata a eludere i controlli delle forze dell’ordine. E’ quanto emerso dalle carte di un’indagine chiusa nei giorni scorsi e il cui contenuto è stato ripreso dal quotidiano genovese Il Secolo XIX. La polizia italiana, su input dell’Fbi, ha iniziato a indagare su un fondamentalista libico che a Bengasi faceva parte della formazione qaedista “Anshar Al Sharia”, prima di stanziarsi in un centro di accoglienza. Si tratta di Moftah Al Sllake, 34 anni, tuttora ricercato dopo la misteriosa scomparsa dall’Italia. Le indagini svelano uno dei sistemi più collaudati dai sospetti jihadisti per raggiungere l’Europa ma soprattutto l’Italia, evitando le traversate via mare: “Io ho impiegato dodici ore in acqua.. litigando con i neri”.

Il jihadista libico spiega poi all’interlocutore come aggirare i controlli: ”Sai come fanno gli altri? Prendi l’aereo dalla Libia fino alla Turchia, poi un altro volo per la Tunisia con transito in Italia, andata e ritorno, capito? E scendi in Italia, così non se ne accorgono”. Insomma, secondo il terrorista arrivare in Italia non è poi così difficile, anzi, è la soluzione migliore. Lo stesso prosegue poi con i consigli: “Mi raccomando, prenota con la compagnia Antalya perché loro non pensano che poi resti in Italia e sparisci.. fai finta di registrare un bagaglio per non destare sospetti.. non controllano bene, in Germania di più. Poi rimani nell’aeroporto italiano, lasci partire il tuo volo e quando l’aereo se n’è andato ti consegni. Se ti chiedono di fare le impronte rifiuti e poi vai, poiché dove fai le impronte diventa il luogo della tua richiesta d’asilo”. A proposito di richiedenti asilo, ecco qualche fulgido esempio.

Su Moftha Al Sllake pende adesso un mandato di cattura internazionale, dopo la chiusura dell’indagine da parte del pm antiterrorismo di Genova Federico Manotti, che ha messo nel mirino questo jihadista e la sua cerchia. Nel 2016 gli Stati Uniti consideravano l’uomo pronto a compiere un generico “attacco” e avevano trasmesso un’allarmata segnalazione alle autorità italiane. Così descrivono una ricognizione i poliziotti che pedinarono il nordafricano: “Il 9 marzo 2016 Al Sllake scende insieme a un uomo da un treno alla stazione di Genova Cornigliano e si fa indicare dove si trova il centro commerciale della Fiumara.. L’indagato si reca all’interno della struttura per venti minuti. In questa circostanza non mostra alcun interesse verso gli oggetti in vendita nei negozi, ma si limita a quelle che sono sembrate vere e proprie ispezioni degli ambienti”. Cinque giorni dopo, ovvero il 14 marzo 2016, stessa scena. Ma l’uomo non guarda oggetti e vetrine: “Controlla gli ambienti”. Secondo gli agenti dell’antiterrorismo quelle due visite a uno dei più grandi centri commerciali della città ligure “sono chiaramente due sopralluoghi”. Il libico al momento è però sparito nel nulla.

Eugenio Palazzini

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