Chioggia, 18 lug – Solo otto giorni fa la spiaggia di Punta Canna a Chioggia metteva a rischio la democrazia in Italia a causa dei cartelli “fascisti” affissi dal gestore Gianni Scarpa, con il caso sollevato dall’articolo dell’irreprensibile Berizzi su Repubblica, valido sostegno propagandistico per la legge Fiano sul giro di vite in merito l’apologia di fascismo. Il prefetto di Venezia con incredibile solerzia aveva dato ordine al gestore di togliere i cartelli che offendevano la democrazia. Un attacco mediatico e politico senza precedenti, al quale non è seguito però alcun boicottaggio da parte della clientela: anzi.

Come riportato da La Nuova Venezia, lo stabilimento di Punta Canna a Chioggia fa registrare il “tutto esaurito”. Non c’è un solo lettino libero e diversi nuovi potenziali clienti arrivati grazie alla pubblicità sollevata dal caso hanno dovuto desistere e optare per un’altra spiaggia. I cartelli incriminati, quelli con le frasi e le immagini di Mussolini non ci sono più, resistono soltanto quelli che invitano “bambini e buzzurri” a stare alla larga dal lido, essendo una spiaggia frequentata principalmente da giovani e single. Insomma i clienti hanno “fatto quadrato” intorno al gestore Gianni Scarpa, come dimostra anche la pagina Facebook “Io sto con Gianni Scarpa di Playa Punta Canna” che in pochi giorni ha superato gli 8 mila mi piace.

Lo stabilimento è pulito, funzionale, divertente e i clienti se ne infischiano del colore politico del gestore. L’opera di criminalizzazione dei guardiani del pensiero unico, da Berizzi alla Boldrini, non è andata a buon fine. E oggi per Gianni Scarpa arriva anche una visita speciale: quella di Matteo Salvini, che con il solito fiuto da social non ha perso tempo per recarsi a Punta Canna e dare la propria solidarietà al gestore più discusso e amato d’Italia, facendo ovviamente incetta di like su Facebook.

Davide Romano

 

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