Latina, 21 mar – Non c’è pace per Norma Cossetto, la ragazza che nel 1943, vittime delle foibe, venne torturata e uccisa dai partigiani comunisti di Tito. La lapide che la ricorda, a Latina, è stata nuovamente vandalizzata. Vi sono stati disegnati alcuni peni con la vernice rossa ed è stato cancellato il nome di Norma con la vernice bianca. A denunciare il fatto CasaPound Latina che ha pubblicato la foto sulla sua pagina Facebook commentando “questa feccia si chiama antifascismo”.

Non è la prima volta che la lapide viene sfregiata. Il monumento venne inaugurato nei giardini di Latina dall’amministrazione comunale lo scorso 10 febbraio, giorno del Ricordo delle vittime delle foibe. 24 ore dopo la cerimonia era comparso sulla lapide un simbolo anarchico, sempre con la vernice rossa. Il Comune lo ha fatto subito ripulire, e ha sporto denuncia verso ignoti per poter utilizzare i filmati delle telecamere di videosorveglianza, ma ad oggi i responsabili non sono ancora stati rintracciati.

Che gli antifascisti e le femministe non abbiano mai manifestato alcuna pietà nei confronti di Norma Cossetto, studentessa italiana che a 24 anni venne gettata nuda e ancora viva in una foiba, dopo che in 17 partigiani comunisti titini abusarono di lei, lo hanno dimostrato anche in occasione dell’anniversario della morte di Norma. Così come sono state criticate le celebrazioni che ricordavano la figura della studentessa, che ha avuto l’unica colpa di essere fascista. Solo il presidente Ciampi le conferì la Medaglia d’oro al merito civile, nel 2005.

Inoltre sembra che voler parlare della violenza partigiana sia pericoloso. È successo all’università di Padova, dove è stata annullata la presentazione del fumetto “Foiba rossa. Norma Cossetto, storia di un’italiana”, prevista per giovedì 22 marzo. I relatori e gli autori dell’opera sono stati minacciati di morte, da parte dei collettivi antifascisti e femministi che hanno gridato al “revisionismo neofascista”.

Anna Pedri

Commenti

commenti

6 Commenti

  1. Ma questi antifà non si sentono nemmeno un pò di fare schifo?? Sono i degni figli ideologici di quei partigiani comunisti criminali che su ordine di Togliatti, il servetto di Stalin, uccisero piu’ di 50 mila persone dopo la “liberazione” del 25 Aprile sperando nel colpo di stato comunista.Tante di queste persone trucidate furono anche torturate e violentate e uccise anche perchè non potessero testimoniare.

    • più che dentro una foiba i dissidenti comunisti (filo-russi) venivano internati nel lager dell’Isola Calva,ove tra torture ed abusi in qualche migliaio trovarono la morte,e questo negli successivi al 1945.

      Da ricordare che in quel lager furono internati anche degli Italiani,alcuni di questi operai comunisti (i “monfalconesi”) che si erano trasferiti apposta nella Jugoslavia di quel maiale di tito per seguire il loro sogno comunista,che purtroppo per loro si concretizzò nell’inferno in terra di quella famigerata isola.

  2. che quattro drogati da centro sociale,che vedono nella italianità (quindi nella Bandiera e nei propri Eroi e Martiri) il diverso ed il lontano da sè come specchio del proprio fallimento e dal non sentirsi accettati da questa propria società che li ha generati…non mi sorprende affatto.

    che un “giornalista” (noto alle cronache per la sua convinzione che Boko Haram sia ” il sanguinario DITTATORE della Nigeria”) realizzi e pubblichi un video negazionista e giustificazionista sulle Foibe mi sembra invece molto ma molto più grave,come fatto appunto da questo personaggio proprio nella giornata del Ricordo.

    PS dopo il “pisello” disegnato sulla lapide dedicata allla nostra Compatriota Istriana,sarà avanzato abbastanza spray rosso per scrivere “Marò Merda Assassini” e “10 100 1000 Nassirya” ?

    in caso contrario si sarà reso decisamente necessario un anticipo sulla “paghetta” casalinga di mamy e papy per acquisti nuova bomboletta antifa.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here