Roma, 28 mag – Un altro episodio da aggiungere al faldone della categoria “cari inferiori”, di cui fanno parte tutti quei politici, giornalisti, intellettuali dem che ascrivono il boom della Lega al solito ragionamento secondo cui le masse ignoranti del popolino votano a destra e quelle colte a sinistra. Stavolta il genio che ha espresso tale teoria è Gianni Cuperlo (Pd) che, ospite di Myrta Merlino a L’aria che tira, su La7, ed evidentemente scottato dalla batosta elettorale, non è proprio riuscito a trattenersi dal tirare in ballo il livello d’istruzione dei sardi che hanno reso la Lega il primo partito della regione.



“La Lega è il primo partito in Sardegna dove il 33 per cento non termina la scuola secondaria“, sentenzia con la sua erre moscia. Dice poi Cuperlo che i democratici devono “ritrovare il modo di parlare ai cittadini. Questo governo non ha fatto niente in termini di incentivi al diritto allo studio“, per cui “o riusciamo a collegare la nostra offerta politica a quelle persone o faremo solo ragionamenti molto vaghi“. In pratica Cuperlo vorrebbe incentivare lo studio per instillare un po’ di cultura negli ignoranti e riprogrammargli il cervello, in modo che sviluppino la giusta coscienza civica e di conseguenza votino per il Pd. A certi politici di sinistra l’idea dei campi di rieducazione fa ancora brillare gli occhi.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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