Roma, 25 mar – Nonno Libero stava con Almirante. «Grillino io? Ma non scherziamo!». Lino Banfi è un destrorso della prima ora, nonostante la nomina ad ambasciatore dell’Unesco per l’Italia fortemente voluta dal vicepremier Di Maio, e in una intervista-fiume rilasciata al Fatto Quotidiano lo ribadisce con convinzione. A pensarci bene, il successo del comico pugliese – in un ambiente, quello del cinema e dello spettacolo, egemonizzato da sempre dal pensiero sinistroide, buonista, politicamente corretto – ha quasi dell’incredibile. Eppure Lino non ha mai invertito la rotta, non ha mai “chiesto scusa”, non si è mai giustificato per la propria appartenenza politica. E ora più che mai, nonostante l’investitura pentastellata, di cui comunque si dichiara grato e onorato, conferma che lui, con il mondo e la politica dei grillini, non vuole avere niente a che fare. Dal passato da elettore del Msi, con stima incrollabile per Giorgio Almirante, alle attuali simpatie per il centro-destra, Lino fa sapere ai microfoni del Fatto che il Movimento non lo avrà nè come elettore né come figura politica.

L’incontro con Di Maio

E parla dell’incontro con Di Maio, che «si è presentato un giorno nella mia orecchietteria di Roma, gestita dai miei figli e io, per un puro caso, ero lì – ricorda Banfi –. Poi ho saputo della nomina ad ambasciatore dell’Unesco, ma ero sorpreso anche io perché mi è stato annunciato proprio quel giorno, sul palco della presentazione del reddito di cittadinanza. Io ho accettato, ringraziato e ho messo subito le cose in chiaro: lo faccio volentieri e sono grato davvero. Ma oltre questo confine non si va». Ma non è la prima volta che il mondo politico dello Stivale cerca di sedurre il comico pugliese: Bettino Craxi, all’epoca grande amico di Banfi, già ci aveva visto lungo, e aveva tentato un approccio: «Un giorno mi dice: Lino, tu devi candidarti in Parlamento. Gli rispondo: io devo soltanto far ridere gli italiani! E lui, di rimando: perché noi non li facciamo ridere?».

Tradizioni di famiglia

«La mia famiglia ha sempre votato a destra – rivendica l’attore con orgoglio – e anche io sono stato elettore del Msi. Ho anche ammirato Giorgio Almirante prima di fare altre scelte. Ho sempre saputo che essere di centrodestra, un moderato, in un mondo dove la sinistra è stata egemone, dava una condizione di inferiorità». Ci sono stati attori e personaggi del mondo dello spettacolo italiano che hanno pagato molto caro il loro non allinearsi, ma decisamente non è il caso di Lino Banfi. Da 50 anni sui nostri schermi e con il cuore che batte fieramente a destra.

Cristina Gauri

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Commenti

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2 Commenti

  1. il primo “né” ha accento grave; “niente a che farE”, la “e” non è in grassetto; da correggere, grazie, se no non dormo (scherzo, ciao);

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