Roma, 16 mag – Anche se l’occupazione sembra essere tornata ai livelli pre-crisi, gli italiani sono sempre più vecchi e soli. È una fotografia desolante quella che emerge dal rapporto annuale Istat, che ci dice come la popolazione totale sia diminuita di quasi 100 mila persone per il terzo anno consecutivo.

Nel 2017 si sono registrate 464mila nascite, il 2% in meno rispetto all’anno precedente e nuovo minimo storico. Inoltre, in Italia si diventa genitori sempre più tardi: l’età media di una donna alla nascita del primo figlio è di 31 anni nel 2016, in continuo aumento dal 1980 (quando era di 26 anni).

L’Istat stima che al 1° gennaio 2018 la popolazione ammonti a 60,5 milioni, con 5,6 milioni di stranieri (8,4%). Gli italiani sono sempre di meno, sono sempre più vecchi. Questi ultimi hanno sempre meno interazioni sociali, passando anche oltre 10 ore al giorno senza vedere né sentire nessuno. Un quadro che vede all’aumentare dell’età un numero sempre minore di persone che dichiarano di poter contare su una rete variegata di contatti (parenti, amici, vicini di casa) che possa fornire loro supporto in caso di bisogno e non solo. Insomma, l’Italia è il secondo Paese più vecchio al mondo, con 168,7 anziani ogni 100 giovani.

La popolazione invecchia progressivamente e il 17,2% delle persone si sente privo o quasi di sostegno sociale. In particolare i giovani, che decidono di emigrare: sono infatti triplicate rispetto al 2017 le migrazioni per l’estero, che sono passate dall’essere 51mila e 153mila.

“Il nostro Paese è entrato in una fase di declino demografico” commentano dall’Istituto di Statistica, notando che gli unici a fare figli in Italia sono gli stranieri, che continuano ad aumentare, passando dai 527mila iscritti all’anagrafe nel 2007 ai 337mila nel 2017, che tuttavia non riescono a compensare il calo delle nascite.

Anna Pedri

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