Lucca, 21 dic – E’ stato chiesto il rinvio a giudizio per l’anarchico che, il 1 febbraio scorso, aveva attentato alla sede di CasaPound Italia a Lucca. Mauro Rossetti Busa, 60 anni, un passato di politica e di reati comuni, era stato arrestato poco dopo il lancio di una molotov nei pressi della sede lucchese del movimento della tartaruga. Come chiarito dallo stesso attentatore, non era riuscito a colpire la sede perché c’erano delle persone nei pressi: per evitare quindi conseguenze più gravi aveva lanciato l’ordigno ormai acceso su un palazzo vicino.

Mauro Rossetti Busa era stato riconosciuto da una persona residente nei pressi della sede di CasaPound, oltre che dagli inquirenti attraverso le telecamere del distributore dove il reo aveva riempito la bottiglia di benzina. Al distributore aveva dato anche fuoco, forse nel tentativo di creare un diversivo. L’obbiettivo principale però era la sede del movimento, in quella Lucca dove CasaPound ha conseguito l’8% dei voti alle ultime elezioni comunali, eleggendo il consigliere Fabio Barsanti. Proprio quest’ultimo aveva ricevuto da Rossetti una lettera minatoria, dopo aver evidenziato in consiglio comunale i rapporti stretti fra la giunta comunale di centro-sinistra e le frange dell’estrema sinistra lucchese.


Sintomatico che dopo l’attentato il sindaco e la giunta non abbiano espresso solidarietà a Barsanti e CasaPound. Salvo poi accodarsi ad un consigliere di opposizione che, durante una seduta del consiglio, aveva richiesto formalmente di esprimerla. La bomba rappresenta fra l’altro solo l’ultimo di una lunga serie di danneggiamenti di cui è stata oggetto la sede del movimento.

Adesso gli inquirenti hanno richiesto il rinvio a giudizio Rossetti Busa per incendio doloso e atti di terrorismo. Con l’aggravante di aver commesso i fatti in regime di arresti domicialiari, ai quali era sottoposto per un furto in abitazione compiuto nel 2017. L’appuntamento davanti al giudice dell’udienza preliminare è fissato per il 18 gennaio prossimo.

Ettore Maltempo

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