Roma, 5 lug – Sul fatto che ogni omicidio, di uomo o di donna, sia un omicidio di troppo, siamo tutti d’accordo. Anche le diverse decine di omicidi di donne che possono rientrare nella fantasiosa categoria del “femminicidio” e che continuano a verificarsi andrebbero auspicabilmente portati a zero. Ciò non toglie che i dati ufficiali su tale fenomeno continuino a smentire tutti gli allarmismi su una presunta “emergenza” legata alla violenza sulle donne. Che esiste, fa delle vittime, ma non certo nelle proporzioni apocalittiche che ci raccontano i media mainstream e le corifee del femminismo tardivo. Ora, secondo i dati forniti dal capo della polizia, Franco Gabrielli, in audizione alla Commissione di inchiesta sul femminicidio, in termini assoluti, in Italia, negli ultimi anni si registra una “progressiva riduzione” dei femminicidi, passati dai 124 del 2011 ai 111 del 2016 (-11%). Il calo è stato anche maggiore nei primi cinque mesi di quest’anno, in cui si sono verificati 29 casi (-40% rispetto allo stesso periodo del 2016). La tipologia più ricorrente dell’aggressore è costituita dal partner (53% dei casi) o ex partner (15%). Tra i moventi si registra un calo di quello passionale ed una crescita dei rancori personali.

Si tratta di numeri, ha sottolineato Gabrielli, di dati che “non devono però farci indulgere a facili ottimismi. In un periodo di complessivo calo degli omicidi, infatti, le uccisioni di donne rappresentano la maggioranza degli episodi. E’ un fenomeno – ha aggiunto – frutto si una subcultura che reifica la donna disconoscendole il diritto alla libertà e all’autonomia”. Ma le riflessioni sociologiche del capo della polizia lasciano il tempo che trovano, dato che non è il suo mestiere produrre considerazioni di questo tipo. Il punto saliente sono i dati, secondo i quali dipingere l’Italia come un Paese che odia le donne tanto fino ad ammazzarle spesso e volentieri è frutto di mera ideologia. Ricondurre il fenomeno alle sue reali dimensioni è il primo passo per poi, eventualmente, provare a combatterlo.

Roberto Derta

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  1. si deve creare il caso… ma solo se la vittima è donna. Giorni fa a Modena un uomo è stato ucciso ed evirato dalla compagna. La notizia non è andata oltre ai giornali locali

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