Roma, 14 ago – “In futuro tutti saranno famosi per quindici minuti”, diceva Andy Warhol: nulla di più vero. Peccato che la “notorietà” di Raffaele Ariano stia superando i limiti stabiliti.
Così si parla ancora di lui, paladino del nulla ed antieroe, ad oggi, per demerito assoluto. Dopo aver denunciato la cosiddetta “frase shock razzista” della capotreno di Trenord, ora è la sua mammina a intervenire. Il 32enne pare dunque non sapersi difendere da solo. Perché l’appello della madre è davvero acclarato. Parla di  “aggressione e il linciaggio mediatico” subito dal figlio e del fatto che “i cinquantamila commenti sul profilo di un privato cittadino non vi sono arrivati spontaneamente, bensì – per quanto ci risulta – sollecitati e guidati direttamente dalla pagina Ufficiale ‘Lega -Salvini Premier'”.
Raffaele Ariano, scrive la signora Annamaria Abbate, “è un privato cittadino: non un politico, non un opinionista, non una figura pubblica. Come comune cittadino ha segnalato un’azione scorretta di un capotreno, un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni. Per farlo ha scritto con toni pacati e rispettosi un post sul suo profilo Facebook e una lettera a un giornale locale”. Quindi secondo la signora Abbate, il “mandante morale di questo presunto “tritacarne social”, sarebbe ancora lui: Salvini. Il “ministro della mala vita” e, adesso, pure delle “male parole”.
Prontamente il ministro dell’Interno così replica: “Non commento le sciocchezze, ho cose più importanti di cui occuparmi che di persone in cerca di pubblicità”. In attesa della suprema, bramata risposta di Mattarella (perché la madre dell’antieroe, con una lettera aperta, pure lui ha interpellato), non si può che augurare ad Ariano di crescere e non più importunare, chi  onestamente lavora: sarebbe il caso, sarebbe l’ora.
Chiara Soldani

13 Commenti

  1. Benissimo………… allora manderemo la mammina comunistoide a vedere lo scempio che i suoi amatissimi negroidi e gli educatissimi zingari compiono sui treni italioti , già oberati dalla ignoranza sinistra italica e dai maleducati indigeni……..le faremo conoscere le bestie tribali che ammmorbano le nostre stazioni……..ci resti però a divertirsi con i signori in oggetto e non ci rompa i coglioni. Vergogna.

  2. Mammina ridicola quanto la meschinità del figliolo zelante. Del resto da una piattola rossa cosa puoi aspettarti di buono ? La cosa ripugnante è questa arroganza cioè il fatto di sentirsi moralmente superiori e sempre dalla parte del giusto, magari col beneplacito delle max Autorità. Spero vivamente che il Quirinale liquidi la richiesta come buffonata ferragostana…

  3. Da notare la “discrezione” con la quale si è mosso il tipo con il faccione che avrebbe incuriosito Cesare Lombroso: prima sente le terribili minacce della impiegata delle ferrovie dirette a chi vandalizza i treni, non paga il biglietto e molto spesso disturba i passeggeri, poi inoltra un reclamo e per non passare inosservato coerentemente butta tutto su internet.

  4. Mia mamma mi avrebbe dato del coglione…
    E poi chi fa la spia non è figlio di maria non è figlio di gesù quando muore va laggiù da quell’ometto che si chiama diavoletto… 🙂

  5. Cosa c’entra adesso Salvini? Questi sinistroidi ormai vivono di allucinazioni.. resterete all’opposizione per altri 20 anni!

  6. Cosa c’entra adesso Salvini? Questi sinistroidi ormai vivono di allucinazioni.. resterete all’opposizione per altri 20 anni! Ridicoli

  7. È evidente, anche dal nome, che questo “Primato nazionale” è una “testata” leghista se non fascista.
    Il giovane ha fatto bene a denunciare.
    Capisco che una persona di cultura non sia ben vista.
    E pensare che una volta la “destra” si ergeva a paladina della legalità…

    • Persona di cultura??? Ma lo hai visti in faccia??Ma tu parli evidentemente di quella falsa e demente cultura massmediologica cattocomunista globalista sorosiana ammazzapopoli e ammazzaidentità e ammazzaifferenze tra gli uomini.La tua cultura se è questa è roba da buttare nel cesso e ricominciare a pensare ex novo

    • Appunto, legalità: nessuno deve viaggiare senza idoneo titolo di viaggio, non deve disturbare gli altri passeggeri con richieste di denaro o altri atteggiamenti scorretti, non deve appoggiare i piedi sul sedile di fronte sporcandolo e occupando più posti e, soprattutto, non deve minacciare né aggredire chicchessia, come accade ormai fin troppo spesso. Tutto ciò su un piatto della bilancia, sull’altro una sola parola. Certi personaggi (e certi commenti) sono davvero il miglior stimolo peché chi non è fascista lo diventi. Quanto al non essere ben visti… la discriminante non è la cultura (che gli autori dei post “critici”, e in parte la capotreno, hanno abbondantemente mutuato da raffinati intellettuali come saviano, vauro, toscani e compagnia) ma l’atteggiamento: farsi difendere dalla mamma, suvvia…

    • Se leggiamo qui https://www.ilprimatonazionale.it/la-redazione/ viene spiegato chiaramente che la testata non è ne fascista ne leghista.
      Che il giovane ha fatto bene a denunciare è un punto di vista come è lecito chiedersi come mai non ha mai postato o scritto sulla maleducazione o peggio sulle aggressioni ( per citarne alcune) a cui è sottoposto il personale ( e non solo ) dei servizi pubblici.
      Ora, se vogliamo mettere la testa sotto la sabbia va bene, se vogliamo denunciare solo quello che non ci piace va bene, ma è possibile che se si commenta o si giudica si venga sistematicamente additati come sopra?
      Io non credo di aver offeso nessuno con questa mia risposta ( nel caso mi scuso) ma probabilmente non essendo in linea con il pensiero corrente devo essere sicuramente un intollerante fascio-leghista-xenofobo.
      La verità è che quando si parla di qualcosa bisognerebbe informarsi prima di dare un giudizio, e se la capotreno ha esternato quel commento evidentemente conosce bene la situazione e non le piace.
      Se il popolo ha votato in un senso è perchè ha conosciuto e capito esprimendo un giudizio con il voto.
      Se ci sono persone che vogliono denunciare, additare, giudicare senza conoscere il problema e mettere la testa sotto la sabbia che lo facciano ma per cortesia non piangano lacrime di coccodrillo quando toccherà a loro subire una violenza causata dal loro comportamento di menfreghismo verso un problema chiaro come il sole che sta toccando ogni lato della nostra Italia.

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