Kiev, 15 mar – Una donna di 26 anni è agli arresti in Ucraina con delle accuse veramente gravissime. Quali? Stupro, corruzione sessuale di minori e produzione e distribuzione di materiale pedopornografico. Si, perchè non paga dei traumi fisici e psicologici che la donna procurava al bimbo, che peraltro è suo figlio, essa filmava  i rapporti sessuali incestuosi e li  rivendeva sul web per somme irrisorie.

La pedofila caduta nella trappola di una donna coraggiosa

Accade tutto a Vinnytsia nell’Ucraina centrale. La snaturata madre è uscita allo scoperto quando una donna ha cercato di contattarla per mettere fine alle sofferenze del bambino, attraendone la genitrice in una “trappola”. La coraggiosa signora ha promesso, infatti, una fonte sicura di per i suoi video pedopornografici grazie ad una fittizia rete di pedofili che avrebbero gradito acquistarli per un centinaio di euro ciascuno. La temeraria donna ha così parlato della terribile faccenda: “Ero disperata quando una donna mi ha proposto un lavoro via e-mail. Mi ha detto che avrei dovuto cercare bambini per poterli utilizzare per riprese porno e che mi avrebbe pagata”. Aggiunge ancora: “Dovevo solo filmarli a casa loro, mentre i genitori erano fuori, oppure portarli da me. A quel punto, mi ha chiesto di cominciare con il mio bambino, convincendomi che non ci sarebbe stato nulla di strano e così ho accettato”.

Pena fino a 10 anni di carcere

La madre, secondo gli inquirenti, avrebbe girato almeno una trentina di questi video, e li ha parallelamente messi in rete. Il prezzo per la vita di suo figlio? Ammonta a quasi tremila euro, questo il guadagno complessivo che, stando alle prime indagini, ne avrebbe tratto. Arrestata, è è in attesa di giudizio. La pena potrebbe essere fino a 10 anni di carcere mentre per suo figlio, ora in mano ai servizi sociali, il futuro è molto probabilmente in orfanotrofio. Insomma, dopo le dichiarazioni di Emanuela Tittocchia e il terribile caso della donna di Prato che ha approfittato sessualmente di uno studente di 14 anni restandone incinta, è il caso di dire che sì, la pedofilia femminile esiste, non è uno scherzo: e che bisognerebbe parlarne giacché, come abbiamo visto, le femministe e i paladini dei diritti sessuali quando a commettere il crimine è un’appartenente al “sesso debole” si chiudono in un misterioso silenzio.

Ilaria Paoletti

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1 commento

  1. L’ultima frase la potevi evitare “femministe e i paladini dei diritti sessuali”. Tutti dovremmo essere femministi, visto che il significato è sconosciuto a parecchie persone. Mi sconcerta che questo commento é stato scritto da una donna. Noi vogliamo la parità di tutti i sessi, noi denunciamo tutti gli atti di violenza indipendentemente dal sua genere.

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