Milano, 5 dic – Sconto di pena per Tommaso Ismail Hosni, l’italo-tunisino che nel maggio 2017 accoltellò due militari e un agente della Polfer nel mezzanino della Stazione Centrale di Milano. La Corte d’Appello di Milano ha ridotto da 7 anni a 5 anni e 8 mesi di carcere la condanna per l’aggressore, accusato di tentato omicidio, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

Il motivo che ha portato allo sconto di pena è che l’italo-tunisino è malato di mente, un vizio riconosciuto anche nel processo di primo grado che si è svolto con rito abbreviato. Insomma, sembra che tutto concorra a non voler far scontare la pena all’aggressore di origini nordafricane che ha seminato il panico accoltellando tre esponenti delle forze dell’ordine. La pm in primo grado aveva chiesto dieci anni di carcere.

Tutto ciò fa leva su una sorta di ritardo mentale di Hosni, che è stato sottoposto a perizia psichiatrica. I medici hanno stabilito che la capacità di intendere e di volere del giovane era “grandemente scemata al momento del fatto”. Anche perché l’uomo era sotto l’effetto di droghe e al momento del suo arresto non aveva saputo fornire il motivo che lo ha portato ad accoltellare i militari con grande ferocia, come si vede dal video delle telecamere di sicurezza.

Tutto è avvenuto la notte del 18 maggio 2017. L’italo-tunisino aveva eletto la Stazione Centrale a sua seconda casa, anche se ufficialmente abitava con la famiglia alla periferia di Milano, a Quarto Oggiaro. Figlio di genitori problematici, mamma italiana e padre tunisino entrambi con precedenti penali. Il padre per stupro, danneggiamenti, furto e ricettazione. La madre dal 1999 al 2006 è stata in carcere per violenza privata, maltrattamenti e atti sessuali con minori.

Pare che negli anni sia stato vittima di violenze e che anche nel periodo della sua permanenza a San Vittore sia stato oggetto di molestie sessuali. Una tesi su cui la difesa ha sempre fatto leva per ottenere la sua scarcerazione. 

Ma il sospetto che dopo l’aggressione alla Stazione Centrale si è fatto strada sul conto di Tommaso Hosni è che sia un sostenitore dell’Isis. nel corso della indagini è infatti spuntato un profilo facebook a nome Ismail Hosni sul quale è stato pubblicato un il video di un inno dello Stato Islamico, con il commento “il più bell’inno dell’isis che abbia mai sentito in vita mia”. Non solo: era ricolata persino l’indiscrezione che sul suo telefono, oltre ai video inneggianti all’Isis, sarebbero state trovate foto di alcuni agenti della Polfer della Stazione Centrale e del loro gabbiotto, possibile obiettivo di un attentato terroristico.

Ora questo italo-tunisino dal passato a dir poco problematico ha ottenuto uno sconto di pena, dopo essere stato ritenuto un po’ ritardato e con problemi di natura psichiatrica. Presto, probabilmente, tornerà libero.

Anna Pedri

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1 commento

  1. Un vero schifo nauseabondo,la magistratura politicizzata sinistrorsa dovrebbe vergognarsi……….. questo elemento presto tornerà libero di fare danni,anche peggiori…….. incredibile.

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