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Roma, 1 lug – Malika è una ragazza inesperta e sicuramente consigliata male, tanto da non capire che vista la bufera mediatica scatenata dalla sua intervista con Selvaggia Lucarelli era meglio starsene da una parte in silenzio. Invece, maldestra e anche un po’ cocciuta, non molla il ruolo da vittima e dice la sua verità su Instagram – senza dire nulla, però.



Malika, il lagnoso contrattacco

Malika Chalhy, accusata ormai da tutte le parti di essere una specie di truffatrice per aver utilizzato parte dei soldi regalateli per “rifarsi una vita” per comprarsi una Mercedes e per aver millantato accordi con la Boldrini smentiti categoricamente dalla stessa, ha deciso di passare al “contrattacco” con un lagnoso e lacunoso post su Instagram.

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“Cose non vere o raccontate male”, ma da chi?

“Gli articoli che sono usciti tra ieri e oggi mi hanno fatto stare male perché ricchi di cose non vere e raccontate male” dice Malika, senza menzionare il fatto che lo scoop è stato fatto da un articolo, a firma Selvaggia Lucarelli, in cui lei è protagonista in veste di intervistata. “Sono passati meno di due mesi da quello che è successo e tutti i vostri aiuti (n.d.r. soldi) sono stati la mia salvezza” prosegue “le donazioni sono vostre e voglio che sappiate dove finiscono“.

“L’auto mi serve per lavoro” … le ospitate?

Non ho comprato un’auto di lusso a vostre spese” continua Malika “sono arrivata a Milano per rifarmi una vita lontana da chi mi aveva messo paura”. La ragazza dice di aver optato per una Mercedes classe A “non avendo l’auto di cui necessitavo per tutti gli impegni sociali e ormai lavorativi che hanno riempito le mie giornate e che soprattutto mi hanno portato a viaggiare in auto per ore”- per impegni si intende le ospitate in tv per le quali percepisce un cachet, va detto. La ragazza dice poi che l’ha acquistata dando in permuta la sua (versione finale forse dopo le numerose precedenti) e che ha optato per una Mercedes perché “la terra le trema sotto i piedi e non sa cosa le succederà in futuro”.

E le bugie raccontate?

Malika quindi fa di Instagram il suo vacuo e lacunoso piangitoio; non ci sembrava così spaesata nelle storie della sorella dell’influencer Tommaso Zorzi. Ancora nessuna parola sulla millantata beneficenza, non un verbo sulle bugie relative a un accordo con la Boldrini per la costituzione dell’associazione e sparisce magicamente quell’ambiente che la “pressava” per farle dire cose che non vuole.

“Anche i gay nel loro piccolo s’incazzano”

Nel frattempo nel mondo gay l’opinione generale su Malika non è delle migliori. Nonostante la levata di scudi guidata da Gay.it che ha parlato di “gogna” nei suoi confronti (ma davvero queste persone non sanno che la fama è beffarda ed è proprio grazie alla notorietà che in primis Malika ha ottenuto 150mila euro?) i commenti degli utenti di pagine Lgbt non sono affatto di lodi nei confronti della ragazza di Castelfiorentino. Molti si sentono traditi, la accusano di aver approfittato della situazione e di non essere affatto chiara su ciò che dovrebbe andare in beneficenza. Molti, ancora, lamentano che per colpa della ragazza discriminata dalla famiglia e del suo comportamento non si fideranno più delle raccolte fondi. Uno su tutti Vincenzo Maisto, aka Il Signor Distruggere, influencer e opinionista noto per le sue comiche “crociate” contro le mamme pancine e gli ignoranti assortiti.

Il Signor Distruggere: “Vita da Ferragni”

“Sono stato tra i primi mesi fa a condividere la raccolta fondi per Malika Chalhy, la ragazza vittima di violenza e omofobia da parte della sua famiglia” scrive Maisto in un post “oggi apprendo che Malika con (parte di) quei soldi ci ha comprato una Mercedes, definendola uno “sfizio”. Per pagarti due anni di affitto, tempo anche lungo per la ricerca di un lavoro migliore a Milano, e per comprarti una utilitaria ne sarebbe bastato meno di un terzo della cifra totale. La raccolta fondi serviva per farti rifare una vita, ma non quella di Chiara Ferragni”. Poi se la prende, in un altro post, anche con chi la difende lo stesso: “Poi abbiamo l’altra faccia della medaglia, quelli che difendono l’indifendibile. Il ventaglio è molto vasto, tipo quelli che fanno l’asta al ribasso della Mercedes, c’è chi addirittura ha scritto di averle viste a 3000 euro, vai a capire perché Fiat non sia ancora fallita. Pagata troppo? Non ci interessa, perché il problema fondamentale di tutta questa storia sono le bugie“.

Ilaria Paoletti

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3 Commenti

  1. Ma chi l’ha scritto st’articolo? E vi pagano pure? Perfino repubblica in confronto è alto giornalismo.

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