Roma, 2 set – Via libera allo sbarco dei 31 immigrati irregolari a bordo della nave Mare Jonio. Mentre gli altri naufraghi sono già stati presi in carico dalla Guardia costiera che li sta facendo sbarcare a Lampedusa. Cinque giorni fa il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, aveva firmato il divieto di ingresso, transito e sosta per l’imbarcazione della Ong Mediterranea che fa riferimento ai centri sociali. Nonostante questo, oggi, dopo che la Guardia di Finanza ha disposto il sequestro della nave Eleonore (della Ong tedesca Lifeline), per “motivi sanitari” i clandestini della Mare Jonio arrivano tutti in Italia.

A comunicarlo è stata via Twitter la stessa Ong Mediterranea saving humans: “Ci hanno appena comunicato che tra poco la Guardia Costiera farà sbarcare ‘per motivi sanitari’ le ultime 31 persone rimaste a bordo della Mare Jonio. La loro odissea è finita ed all’orizzonte si intravede un po’ di umanità. Benvenuti in Europa!”. Un’esultanza condivisa anche dallo storico leader dei centri sociali, Luca Casarini, attuale capo missione di Mediterranea: “Abbiamo ripristinato la legge del mare anche in Italia: i naufraghi non possono stare in mare”, ha detto Casarini.

Prove generali in vista dei “porti aperti”


Gli ha fatto eco Cecilia Strada:Liberi: i 31 naufraghi stanno andando a terra con la Guardia Costiera. Noi dell’equipaggio rimaniamo qui: per la #MareJonio al momento permane il divieto di ingresso in Italia. La gioia di guardarli andare, finalmente fuori da un incubo, non riesco nemmeno a descriverla”. Così ha cinguettato l’ex presidente di Emergency. Se è vero dunque che permane il divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane per la nave della Ong, gli immigrati vengono comunque fatti sbarcare. Siamo dunque alle prove generali dei “porti aperti”, in vista della probabile abolizione dei due decreti sicurezza, come richiesto dal Pd per accettare il Conte bis.

Alessandro Della Guglia

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  1. Da oggi passerò dal tenere un atteggiamento indifferente o tutto sommato perfino conciliante nei confronti di certa gente, al tenere un atteggiamento civile ma apertamente e schiettamente ostile. E’ ora di cominciare a definire senza troppi fronzoli da che parte si vuole stare. Non è una libera scelta, mi ci costringono le azioni di chi ha in mano la barra del timone. Di quelli è la responsabilità. Vedremo fin dove vogliono spingerci.

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