Roma, 15 mar – Il sindaco di Affile Ercole Viri dovrà pagare. La corte d’appello di Roma ha ribadito ieri la condanna emessa dal giudice di Tivoli nei confronti del primo cittadino accusato di apologia di fascismo. Il motivo? Nel 2012 Viri dette l’avvio alla costruzione di un sacrario dedicato al “Soldato”, ovvero al gerarca fascista Rodolfo Graziani. All’Anpi, e al suo fascistometro sempre acceso non parve vero: denunciò subito il fatto con il solito contorno di clamore mediatico. Il primo cittadino di Affile si ritrovò denunciato e processato. A fargli compagnia anche i due assessori Lorenzo Peperoni e Giampiero Frosoni, accusati anch’essi di apologia di fascismo.

La prima condanna

Il giudice di Tivoli pronunciò la prima condanna, in quanto la collocazione del monumento, in uno spazio pubblico molto frequentato, contribuiva a «rendere concreto e sempre attuale il pericolo che la rievocazione costante di Graziani, celebrato qual rappresentante della ideologia fascista, possa fare riemergere valori antidemocratici propri del regime». Alla lettura della sentenza, Viri, non aveva abbassato la testa, commentando: «Contro di me c’è una sentenza politica ma il monumento resta lì, continueremo a farci le feste. Il gerarca un criminale di guerra? È stato un grande condottiero».

L’appello

Ieri è quindi arrivata anche la conferma in appello. Il sindaco di Viri, Frosoni e Peperoni sono stati condannati ad una pena detentiva pari ad 8 mesi, a cui si aggiunge un risarcimento di 8mila euro per rimpinguare le già floride casse dell’Associazione Nazionale Partigiani. Carla Nespolo, presidente dell’Anpi nazionale, si sfrega quindi le mani, e non solo per la vittoria. “Sono felice per questa notizia. Il fascismo è un crimine contro l’umanità e l’Italia, la sua Costituzione, le sue Istituzioni democratiche lo rifiutano con forza”, ha dichiarato all’Ansa. Nonostante la gogna mediatica e processuale, Ercole Viri è amatissimo dagli abitanti di Affile, tanto che al termine del suo primo mandato, è stato riconfermato come sindaco. Vorrà pur dire qualcosa…

Cristina Gauri

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1 commento

  1. “Col tempo e con la paglia, maturano le NESPOLE”! E, purtroppo, il “foraggio” è di proprietà di tutti gli Italiani! Anche di quelli, e sono maggioranza, che farebbero a meno di NESPOLE e della sua, oramai obsoleta associazione!

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