Roma, 27 giu – E’ emerso un orrore senza fine dalle indagini della procura di Reggio Emilia, che hanno portato all’arresto di 18 persone (tra cui il sindaco dem di Bibbiano Andrea Carletti) e rivelato l’esistenza di un business da centinaia di migliaia di euro basato sull’affidamento di minori allontanati pretestuosamente dalle famiglie naturali; un pozzo di disumanità e menzogne in cui i minori subivano freddi e sistematici abusati, i loro ricordi “riprogrammati” con scosse elettriche per poterli strappare ai genitori naturali, e ogni tentativo di questi ultimi di entrare in contatto coi propri figli, scoraggiato. Abbiamo chiesto al professor Alessandro Meluzzi, psichiatra, criminologo, scrittore e collaboratore della versione cartacea della nostra testata, una sua opinione sulla vicenda.

Nella civile e democratica Emilia si è scoperchiato un vaso di Pandora di abusi e atrocità che vedono come protagonisti un sindaco Pd, servizi sociali e una Onlus. Pensiamo anche allo scandalo degli abusi di Oxfam e Save the Children nei Paesi del terzo mondo, o ai casi di mobbing di Amnesty International. Progressismo, diritti, #restiamoumani, e poi? Cosa succede nella mente di queste persone?
Io l’ho sempre detto: il buonismo è il contrario della bontà, per due ordini di ragioni. La prima è per così dire “veniale”, legata al fatto che il buonismo, diversamente dalla bontà, esclude — nel nome della morale e delle buone intenzioni di cui sono lastricate le vie dell’inferno — l’etica delle responsabilità. Ogni azione compiuta, cioè, comporta delle conseguenze. Quindi se io immetto delle risorse in una direzione, inevitabilmente le sottraggo a un’altra, per cui devo fare un calcolo equo di cosa è giusto, evitando di inseguire follemente il «migliore dei mondi possibili» e l’utopia. La seconda è che dietro il buonismo si nasconde anche un’ipocrisia da farisei, per cui queste persone, vivendo in un mondo fatto di grandi ideali e di porcissimi comodi, nascondono dietro l’esibizione vanagloriosa di grandi sentimenti gli abissi più profondi della natura dell’animo umano, intrisi di corruzione, di male, di false verità con le quali non osa neppure misurarsi perché ha un’immagine totalmente falsa del proprio Io ideale e del Super-io ideologico. Si tratta quindi di persone pericolosissime, che come nei tempi terribili del socialismo reale e di tutte le dittature giacobine esprimono il peggio della natura umana. È l’esibizione della luce da dentro un’abisso di fogna. Come disse Gesù dei farisei “sepolcri imbiancati, dipinti di bianco di fuori ma dentro pieni di putridume e di ossa di morto”.


Quali saranno le conseguenze a livello psichico per i minori vittime di quegli abusi?
Gravissime e irreversibili.

La cronaca è punteggiata di casi in cui le istituzioni e gli organismi che dovrebbero prendersi cura dei più deboli finiscono poi per rivelarsi il vero problema. Pamela che si allontana da una comunità senza alcun apparente ostacolo e senza sorveglianza, le relazioni mendaci dei servizi sociali nel caso di Reggio Emilia. Ritiene che ci sia un problema con i controlli su queste istituzioni e sul potere che esse esercitano?
Non solo. C’è anche una complicità, che andrà indagata, di molti tribunali e di molte procure dei minori, che hanno agito in sinergia perfetta con queste onlus di psicologici falliti, di giudici onorari, di assistenti sociali collusi col mercato dei minori da dare in adozione o in affido a cooperative sociali – le stesse, peraltro, che si sono dedicate al lucrosissimo mercato dei migranti. Questi business sono stati finanziati in maniera enorme dal mondo del buonismo, in una dimensione basata sull’esibizione fasulla di grandi sentimenti, quindi speriamo che l’esito positivo di queste indagini sia uno scacco mortale a questa visione di welfare ricco, pingue e gestito da delinquenti mascherati da santi.

Ritiene che questo aldilà dei necessari accertamenti giudiziari siano un caso isolato o ritiene che potrebbero essercene altri magari dettati da un certo modo di intendere il ruolo dei servizi sociali?
C’è una pentola d’infamia da scoperchiare e mi auguro che verrà fatto fino in fondo. L’esperienza toscana del Forteto è stata solamente la punta dell’iceberg di questo mondo di oscenità, che ha come base una cultura e un’ideologia catto-marxista. Quando il partito comunista ha cancellato Marx e quando la Chiesa cattolica ha rinunciato a Gesù Cristo è nato il cattocomunismo, una miscela oscena di una chiesa senza Dio e di un Partito comunista senza classe operaia, dedicato soltanto alle false opere di bene, le false solidarietà e le false libertà, perché alla fine hanno pensato – in questo mondo ben pilotato dalla finanza internazionale di Soros & co. – che l’unica libertà che debba esserci fosse quella di andare in giro a culo nudo. Io, da perito e consulente di parte, da una trentina d’anni sto affrontando molti di questi casi nei tribunali della Repubblica. Con alcune di queste Onlus e alcuni di questi personaggi mi sono misurato e scontrato in storie che potete trovare nelle cronache giudiziarie italiane. Sono felice che tutto questo stia venendo allo scoperto, perché denuncio queste false verità da anni e finalmente si sta realizzando la frase «il diavolo fa le pentole ma non i coperchi». Sto seguendo proprio in questo momento il caso una coppia di Reggio Emilia a cui è stata sottratta prima la figlia maggiore, una bimba di nove anni data poi in affido, e poche settimane fa è stato il turno della bimba di un anno e mezzo. Questo per dire che non conosco il problema soltanto da vicino, ma proprio dal suo interno.

Cristina Gauri

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