Milano, 4 mag – Alla vigilia della manifestazione degli anarchici contro l’Eni prevista per domani, a Milano ancora una volta assistiamo alla logica del “due pesi e due misure“. Nonostante le devastazioni che puntualmente si sono verificate quando centri sociali, “no-qualcosa” e black bloc sono scesi in piazza per spaccare tutto, il corteo è stato autorizzato. Intanto però Digos e antiterrorismo (!) stanno indagando sul Presente a Sergio Ramelli e i fiori a Piazzale Loreto. Due episodi, questi sì, che mettono a rischio la sicurezza dei cittadini.

“Attacchiamo i padroni, prima gli italiani”. Con questo slogan – in cui compare nella seconda parte addirittura un motto che è partito da CasaPound Italia per poi essere stato scopiazzato un po’ da tutti – da settimane in rete i siti della sinistra estrema stanno chiamando a raccolta da tutta Europa (Francia in primis) alla manifestazione contro l’Eni. Il corteo partirà alle 15 dalla stazione Centrale e si concluderà in via Imbonati. “Il governo italiano finanzia i campi di concentramento in Libia e le milizie che li gestiscono. L’Eni e le altre imprese di bandiera cercano di preservare e allargare i loro affari, ricorrendo a qualunque signoria della guerra locale”, si legge nei comunicati degli anarchici.
E per non farsi mancare niente, Milano accoglierà anche i movimenti ambientalisti contrari alla costruzione del gasdotto Tap in Puglia, che si uniranno alla manifestazione.
Massima allerta nella città, quindi. La manifestazione di domani era all’ordine del giorno lo scorso 27 aprile al tavolo del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Luciana Lamorgese. Nel quartiere Isola dove si svolgerà il corteo sono stati affissi i cartelli di divieto di sosta con “rimozione forzata per questioni di sicurezza” per evitare che le auto possano diventare il bersaglio dei manifestanti.

Intanto però ci sono i primi indagati nell’inchiesta aperta dalla Procura di Milano per la cerimonia del Presente a Ramelli dello scorso 29 aprile e per i fiori deposti nel punto di Piazzale Loreto dove fu esposto il cadavere di Mussolini. Gli investigatori stanno analizzando i filmati delle telecamere per identificare i responsabili. Sul caso sono al lavoro il capo dell’antiterrorismo milanese, Alberto Nobili, e il pm Piero Basilone. Ai primi indagati, in base al primo rapporto stilato dalla Digos, è stata contestata la violazione della legge Mancino, manifestazione fascista e manifestazione non autorizzata.

I milanesi a questo punto dovrebbero augurarsi che domani un po’ di quegli agenti sguinzagliati per scoprire chi ha deposto pericolosi fiori o ha attentato alla sicurezza nazionale celebrando una cerimonia commemorativa vengano richiamati per provare a contenere i danni del corteo della sinistra antagonista.

Adolfo Spezzaferro

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Commenti

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4 Commenti

  1. Gradevolissimi e graditissimi attestati di saluto e fratellanza a tutte le camerale e ai camerati……per cui non si indaga contro lo spaccio perpetrato della fecciaglia pseudo islamica/ magrebina/ africana…….ma…..i soliti noti pongono le loro sgradevoli attenzioni su coloro che con dolore e compostezza hanno ricordato i patrioti caduti per mano dell’infamia sinistrorsa. Grazie…….Auguri.In ogni caso la Cassazione si è già espressa……..ma , per alcuni , le leggi si interpretano……..che strano paese il nostro.

  2. Per lor signori e’ legittimo abusare e distruggere anziché onorare.
    La nostra civiltà conobbe solo due monenti di gloria, con i pregi ed i difetti dei loro momenti storici:
    1) La nascita dell’Impero Romano
    2) La nascita del fascismo
    Il resto e’ solo strascico storico al servizio del padrone di casa del monento.

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