Milano, 11 ago – L’ha picchiata, colpendola al volto e al ventre, nonostante fosse incinta, al sesto mese di gravidanza. I protagonisti del fatto violento sono una coppia di cittadini “norvegesi”, lui 38enne, di origini pachistane, lei, ventenne, proveniente dall’Afghanistan. L’aggressione dell’uomo ai danni della giovane donna è avvenuta a Milano, in un albergo di corso Garibaldi, al termine di un litigio originato da un motivo anche questo piuttosto significativo.

La donna abbandonata tumefatta in un albergo

Secondo la ricostruzione, i due hanno deciso di sposarsi e aspettano un figlio, una situazione che la ragazza non ha però comunicato alla propria famiglia; appresa la cosa, il futuro coniuge è andato su tutte le furie, massacrando di botte la compagna e lasciandola nella stanza dell’hotel che li ospitava, sanguinante e col volto tumefatto. Così è stata trovata attorno alle 10 di ieri da un’addetta alle pulizie.

L’uomo, allontanatosi dal luogo del misfatto, è stato bloccato non molto lontano, in piazza Lega Lombarda, in possesso di un coltello con una lama di otto centimetri. Per lui è scattata una denuncia a piede libero per porto d’arma impropria e lesioni a seguito delle prime dichiarazioni della donna, nel frattempo accompagnata alla clinica Mangiagalli. Lì è stata sottoposta soprattutto a controlli specifici sulle condizioni del feto che portava in grembo. Per lei è stata emessa una prognosi di 41 giorni.

Lei difende il fidanzato

Dopodiché la ventenne ha cercato di difendere il fidanzato ritrattando il racconto iniziale, dicendo di essere stata solo spinta e che le ferite se le era procurate da sola in una caduta accidentale. C’è materiale, insomma, per gli amanti dello ius soli, dell’integrazione e dei “diritti”, con relativo “ballottaggio” immigrati-donne.

Fabio Pasini

4 Commenti

  1. ma qui la nazionalità è irrilevante, è più il sesto senso delle donne ad accompagnarsi ad energumeni: più sono stronzi più loro gli vanno dietro. Mentre i ragazzi in gamba restano single

Commenta