Modica (Rg), 9 set – Aveva fatto discutere la vicenda di un bar di Modica che, qualche tempo fa, si vide i Carabinieri piombare nel locale per requisire nientemeno che una foto ritraente Benito Mussolini.

Il blitz delle forze dell’ordine era avvenuto a seguito della segnalazione di una giovane che, non accontentandosi di gustare cornetto e cappuccino, aveva deciso di presentare formale denuncia, arrivando addirittura a giustificare il gesto come “un atto per opporsi al ritorno del fascismo in Italia”. Come misura preventiva il Tribunale del capoluogo aveva dunque disposto il sequestro.


Il Tribunale del Riesame, al quale il titolare del bar si è immediatamente rivolto, ha però sconfessato la ricostruzione fatta dalla sedicente tutrice dell’ordine democratico. Nell’esposizione della foto di Mussolini i magistrati, rifacendosi ad una consolidata giurisprudenza in materia a partire da due sentenze della Cassazione (una del 1957 e un’altra del 2016), non hanno infatti ravvisato alcun reato, ma la manifestazione di un libero pensiero che è tutelata dalla Costituzione.

Di più: nella foto incriminata non sarebbe neanche ravvisabile “l’astratta considerabilità – si legge nel dispositivo – del reato di apologia del fascismo”. Il Riesame ha così disposto il dissequestro della foto, che nonostante le isterie di una sinistra alla frutta potrà tornare al suo posto.

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3 Commenti

  1. Il bello è che ogni denuncia che si risolve nel nulla dà ulteriore risalto sia all’esposizione di quelle fotografie sia alla piena liceità dell’esposizione… mondo rufFiano…

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