Napoli, 11 dic – Lavaggio del cervello. Dopo gli innumerevoli episodi di boicottaggio e censura dei canti natalizi, la trovata della scuola elementare De Amicis di Napoli sembra superare ogni limite. Non bastava l’Anpi nelle scuole, l’interpretazione in chiave antifascista della Costituzione e i tentativi di approdo della teoria gender: ora, mancava giusto Bella ciao a completare l’opera. Al posto del tradizionale canto di Natale, gli insegnanti hanno deciso di imporre l’inno della resistenza ai bambini: ignari di tutto ed incolpevoli, ovviamente. Ma ben presto i genitori se ne sono accorti e si sono ribellati.

È il caso di Paolo Santanelli, neurologo, leader del comitato di residenti di Chiaia, che affida a un post di Facebook il suo sfogo: «Avendo sorpreso mia figlia canticchiare Bella ciao ho appreso da lei con mia somma meraviglia che questa canzone farà parte della recita di Natale della scuola elementare De Amicis che quest’anno verterà sulla Costituzione italiana e non sul Natale. Non vorrei allora che questa decisione altro non sia che una scelta ad hoc fatta per non turbare la sensibilità delle famiglie di religione mussulmana che hanno i loro figli in quella stessa scuola. Sia però ben chiaro che non consentirò in alcun modo a mia figlia minorenne, di cantare una canzone che evoca uno dei momenti più bui della storia d’Italia, scritta da vigliacchi senza patria e senza divisa che sparavano alle spalle ai veri soldati».

Santanelli a parte, la mobilitazione social ha coinvolto numerosi genitori: la strumentalizzazione dei bambini per fini propagandistici, infatti, è inammissibile. Peraltro, sfugge totalmente il nesso tra le feste natalizie e la resistenza partigiana: iniziativa subdola, quindi. Politica e dittatura del cosiddetto «pensiero unico» mirano ad una colonizzazione capillare. Specie nelle scuole, dove menti ancora plasmabili rappresentano ottime cavie umane: ma la scuola non dovrebbe fornire strumenti per l’elaborazione di un pensiero libero, consapevole e indipendente? Dovrebbe, appunto. Ed è la richiesta, legittima, dei genitori della De Amicis. Se Bella ciao dovesse, davvero, soppiantare la recita di Natale, mamme e papà promettono battaglia. Scuola, docenti e istituzioni sono avvisati.

Chiara Soldani

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4 Commenti

  1. Docenti indegni, comunistoidi ignobili……. Bella ciao……..??? Bastardi, codardi,assassini vigliacchi e delinquenti…….. Fate schifo e pena.

  2. E pensare che, alla veneranda età di 43 anni, ricordo ancora le mattine passate a cantare bella ciao ed a studiare_si fa per dire_ le gesta eroiche dei partigiani “durante la seconda guerra mondiale” che “ci hanno liberato dai fascisti”, con tanto di commemorazione e coccarda tricolore davanti al monumento ai caduti del mio comune… Io ero ignaro certo, ma nessuno fiatava sull’insegnante perché era tale. Ora mi chiedo in tutti questi anni, questa cricca di vigliacchi perché esistano ancora…

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