Napoli, 12 giu – Sta comprensibilmente sollevando non poche critiche la decisione del Comune di Napoli di nominare un “consigliere comunale aggiunto” in rappresentanza dei cittadini extracomunitari ed eletto proprio da questi ultimi. Ad essere oggetto di perplessità non è tanto l’istituzione di questa sorta di “figura mediatrice” ma il fatto che il consigliere in questione, il cingalese Viraj Prasanna Mihindukulasuriya, ex collaboratore domestico non è assolutamente in grado di parlare in italiano e per comunicare utilizza un interprete. “A Napoli, il consigliere comunale per gli extracomunitari voluto da De Magistris, ha un interprete perché non parla l’italiano”, twitta Salvini, concludendo il messaggio con un laconico “no comment”. Il presidente del Consiglio comunale di Napoli Antonio Fucito ha così prontamente replicato: “Può capitare che un extracomunitario validamente eletto chieda, a suo ausilio e senza oneri pubblici, un traduttore. Del resto si tratta di conoscere e praticare la Costituzione ovvero la possibilità di poter svolgere liberamente un mandato elettivo. Dispiace che le istituzioni repubblicane siano abitate anche da chi ignora la Costituzione”. E a noi dispiace che un ospite del nostro Paese, pagato con gettoni presenza per sedere all’interno delle istituzioni, non si degni nemmeno di conoscere o imparare le basi della nostra lingua.

“Molto piace kwaeah…quello lavorare…tutto seh…” è tutto quello che il buon Viraj Prasanna è riuscito spiccicare in italiano ai microfoni della web tv Pupia Campania, che ha pubblicato il video dell'”intervista” su YouTube. Le “dichiarazioni” del consigliere partono dal minuto 0:22 del filmato.

Cristina Gauri

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6 Commenti

  1. In Italia i ministri, consiglieri e presidenti italiani non sono mai riusciti a cambiare questo paese, fanno promesse senza mantenere nulla. Adesso se c’è un consigliere di un altro paese, spero che riesce a diventare anche presidente

  2. Che assurdità, gli italiani non dovrebbero accettarlo. Una posizione come questa deve almeno conoscere la costituzione del paese. Parlare la lingua, quindi, è un must.

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