Codroipo, 4 dic –È accesa la polemica a Codroipo, in provincia di Udine, dove l’amministrazione di centrodestra è stata accusata di aver vietato all’asilo i bambolotti con la pelle nera. Ma tutto sa di bufala, perché il sindaco della cittadina di 16mila abitanti, sostiene che il suo consiglio comunale non ha mai approvato nulla di simile.

Insomma, siamo di fronte all’ennesimo pretesto utile a gridare al razzismo. A riportare la notizia del bando dei giochi non italiani è stato il Messaggero Veneto, dalle cui colonne si afferma che l’emendamento approvato nell’ultimo consiglio comunale che prevede l’abolizione, nei giochi in dotazione all’asilo, a ogni riferimento alle “diverse culture” o alle “culture di provenienza” degli alunni. Questo determinerebbe il divieto per i bambini di giocare non solo con i bambolotti di pelle scura, ma anche di suonare strumenti musicali utilizzati in altri Paesi.

Immediato il rilancio della notizia da parte di Repubblica, che ci ha messo del suo e come suo solito ha soffiato sul fuoco delle polemiche, gridando al razzismo. E con Repubblica si sono indignati esponenti grandi e piccoli della sinistra, insieme a intellettuali, psicologi, pedagogisti, insegnati. Ma non c’è stato nessuno che sia andato a controllare cosa ci sia davvero scritto nel testo dell’emendamento in questione. Avrebbe così scoperto che forse era meglio tacere invece di gridare alla repressione della diversità ed evocare il divieto per i bambini di giocare con i bambolotti che preferiscono.

Il sindaco in persona è intervenuto per denunciare la fake news, e a Radio 24 ha smentito l’approvazione dell’emendamento sui bambolotti neri. “Da nessuna parte c’è scritto il divieto di acquistare strumenti ludico didattici, ovverosia bambolotti di colori diversi da quello bianco, per dire ‘non bambolotti neri’ sarebbe un divieto che esclude anche quelli gialli, invece fossi un cinese o un giapponese mi offenderei” ha affermato il primo cittadino. E spiega che il consiglio comunale non ha fatto altro che votare a larga maggioranza una modifica del regolamento dell’asilo nido “Mondo dei piccoli” per renderlo coerente con le disposizioni regionali in materia di accreditamento delle strutture. Modifiche che prevedono di ridurre il rischio emarginazione dei bambini anche attraverso l’introduzione di giocattoli che fanno riferimento a diverse culture e Paesi, e quindi anche mettendo a disposizione dei bambini bambole dalla pelle più scura o giocattoli appartenenti a culture diverse da quella italiana. Se non si fosse votato l’emendamento addio ai contributi regionali.

Il popolo radical chic pronto ad accusare di fake news chiunque osi interrogarsi e porre domande per mettere in discussione una verità precostituita, ha perso l’ennesima occasione per fare una bella figura.

Anna Pedri 

 

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