Milano, 13 set – Regolare sul territorio italiano (diversamente da quanto era trapelato all’inizio), ma con alle spalle diversi precedenti per reati contro la persona. Nonostante questo, e nonostante la bestialità e la mancanza assoluta di motivazioni del gesto, il 24enne del Togo che lunedì ha brutalmente picchiato due donne italiane nel sottopasso della stazione di Lecco ora si trova a casa sua, agli arresti domiciliari. Così, dopo una notte trascorsa in camera di sicurezza, il processo per direttissima e la convalida dell’arresto, il nostro ipervitaminizzato ragazzone rimane in attesa della perizia psichiatrica immancabilmente chiesta dalla legale, per poi tornare in aula alla prossima udienza – attendendo comodamente sul divano di casa propria.

I fatti

Nel pomeriggio di lunedì l’immigrato era stato arrestato dalla Polfer di Lecco dopo aver scaraventato dalle scale una ragazza e sferrato un violentissimo gancio ad una donna di 55 anni, provocandole un pesante trauma cranico e facendola stramazzare al suolo priva di sensi. La sequenza delle due aggressioni, avvenute con impressionante rapidità, era stata immortalata dalle telecamere di sicurezza e aveva fatto il giro del web. Poco dopo la Polfer era riuscita a rintracciare e bloccare il togolese a breve distanza dal sottopasso, mentre aspettava il bus alla fermata, come se nulla fosse accaduto. Inizialmente fonti vicine alle forze di polizia ma rivelatesi poi infondate riferivano che l’uomo fosse stato già colpito da un provvedimento di espulsione: il ragazzo, al contrario, risiede regolarmente a Lecco con la sorella e la madre e da qui la motivazione del giudice di concedergli i domiciliari. Ora si attende la perizia: dirà come Kabobo di avere “sentito le voci”?

Il commento della Meloni


«Sconvolgente. Donne brutalmente aggredite a Lecco, una poteva morire. L’immigrato responsabile di questo crimine è stato subito scarcerato e mandato ai domiciliari», scrive Giorgia Meloni sulla sua pagina Facebook. «Gli italiani sono stanchi di queste follie. Solidarietà alle donne aggredite e alle Forze dell’Ordine continuamente umiliate nel loro lavoro da incomprensibili decisioni di certi giudici. Il ministro della giustizia Bonafede non ha proprio nulla da dire?».

Schiaffo morale

Il sindacato di polizia Sulp parla di «schiaffo morale a chi tutti i giorni si alza al mattino per adempiere al giuramento e al senso del dovere», ribadendo come a poco sia servito «il solerte intervento per la sua cattura da parte del personale Polfer», che ha proceduto all’arresto di «una persona che tranquillamente vagava indisturbata pronta a colpire e magari anche a uccidere chiunque in pieno centro città all’interno di una stazione ferroviaria».Cristina Gauri

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  1. Le “forze dell’ ordine” , sistematicamente umiliate, come dice la Meloni, di cui condivido le opinioni, tra l’altro, disarmano metodicamente e sistematicamente gli Italiani aggrediti da queste bestie strafottenti e puzzolenti, lasciando i suddetti cittadini e, soprattutto, le loro famiglie, totalmente indifesi e alla mercé di questa strabordante lordura di importazione. E li denunciano, per di più, alla procura, per fare in modo che non possano più detenere armi legalmente! Subire processi costosi ed umilianti, ed essere condannati per una cartuccia eccedente il numero stabilito da coloro che siedono in parlamento e che sono sfacciatamente nemici di coloro che dicono di rappresentare. Il negraccio cannibale, o il grullhallah tagliagole & terrorista invece, anziché essere pestati come zampogne, COME MINIMO!!! Dico io! Vengono coccolati e guai a chi li tocca!!! I guai arrivano a quelli che dicono che bisogna fermare questa lurida, subdola invasione!!! E poi mi vengono a parlare di ” teorie complottistiche”??? Mi vengono a dire che i ” Protocolli” sono falsi??? Sostengono che il piano Kalergi è una bufala??? Quando il popolo Italiano si stufera’ per davvero dei bingo bongo & grullhallah che scorrazzano strafottenti, pericolosi e, soprattutto IMPUNITI!!! per il nostro Paese??? Quando si applicherà il B.F.R. alle facce color merda che rendono pericoloso a mo’ di jungla il semplice passeggiare attendendo ai fatti propri??? (B.F.R. è l’ acronimo di: bastonate, frustate & revolverate).

  2. Chi ha un minimo di spirito d’osservazione non potrà fare a meno di notare che mentre dalle immagini la prima persona aggredita non pare aver subito danni da rilievo, la seconda ha rischiato seriamente la vita. Non escluderei la possibilità di danni a lungo termine (chi provvederà ai risarcimenti del caso?), particolarmente per l’urto contro il pavimento e la parete e i relativi contraccolpi. Stiamo parlando di una donna di oltre cinquant’anni, non di un wrestler iperdopato di venticinque.

    Quanto alla concessione degli arresti domiciliari, fingere di ritenere che in un caso del genere non sussistano forti rischi di reiterazione del reato (o di altri analoghi) e di fuga è ai miei occhi pura malafede. Anche se venisse fuori che siamo di fronte a un malato di mente (sicuramente si tenterà almeno di simulare qualche forma di squilibrio per ottenere attenuanti), non verrebbe minimamente ridotto il rischio rappresentato dalla possibilità che costui ripeta gesti dello stesso tipo, o peggiori.

    Mi piacerebbe anche sapere come mai non vengono tirate in ballo le questioni del razzismo e del sessismo, vista l’attenta scelta dell vittime tra le tante persone presenti in quel sottopasso. Vogliamo fingere che sia solo un caso se ad essere colpite sono state due donne bianche? Mi permetto di pensare il contrario.

  3. Sono sempre più schifato di questa legge italiana e della massa si immigrati nullafacenti in giro per delinquere…spero in una rivoluzione civile contro il Viminale e buttare fuori tutti questi politici incapaci di fare leggi idonee alla nostra sicurezza.

  4. Immaginiamo cosa avrebbero detto i sinistri malati mentalmente, se l’aggressore fosse stato bianco e avesse colpito due donne nere. Se non avessi letto per caso la notizia qui, non avrei neppure saputo dell’accaduto perché nei media nazionali più rilevanti hanno, come sempre, fatto finta di nulla.

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