Roa, 12 feb – Continua la protesta del latte in Sardegna. Per venire incontro alle richieste dei pastori (e scongiurare l’ipotesi del blocco totale dei seggi elettorali il 24 febbraio) il governo ha annunciato un tavolo di filiera per il 21 febbraio, al quale parteciperanno anche i pastori. Ma nel frattempo l’arcivescovo di Sassari e il Codacons hanno lanciato un accorato appello per evitare inutili sprechi: “Non buttate il latte di pecora, piuttosto datelo in beneficenza“. E così tanti pastori in diverse località della Sardegna hanno aderito all’invito, donando latte ovino e caprino alle famiglie in difficoltà: un gesto distensivo a fronte delle tante tensioni a seguito delle proteste dei giorni scorsi.

“Dovete avere il giusto”, ha detto monsignor Gianfranco Saba ai pastori, Il Corriere della Sera. “Ma perché tanto spreco? Molti poveri ne hanno bisogno”.  Detto, fatto. L’ appello è stato subito accolto a Samugheo dove i pastori hanno portato il latte alle scuole e alle case di cura per anziani. A Fonni i pastori hanno lavorato il latte sulla piazza, regalando ricotta e formaggio alle famiglie indigenti. Anche a Ussana la protesta si è fatta pacifica, la vicesindaca Manuela Sedda racconta così la giornata: “Il latte è stato trasformato in calladeddu e ricotta fresca il tutto lavorato e trasformato dalle mani esperte dei nostri pastori con la creazione di un laboratorio all’aperto in piazza Pertini che ha avuto la partecipazione attiva di molti compaesani e non. La mattinata aveva come obiettivo la solidarietà ai pastori sardi in rivolta per l’eccessivo ribasso del prezzo del latte”.

 Cristina Gauri

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