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Pordenone, 17 dic – Abbiamo avuto occasione di parlare più volte di Red Land – Rosso Istria, la coraggiosa pellicola sulle foibe realizzata del regista Maximiliano Hernando Bruno. Un film che narra la tragica vicenda di Norma Cossetto, la giovane istriana di soli 22 anni che, nel 1943, fu stuprata, seviziata e infine infoibata da partigiani italiani e iugoslavi. Se Rosso Istria era già andato incontro a una semi-censura, con la proiezione in poche sale e per periodi di tempo assai limitati, ora arriva anche lo sfregio. A Pordenone, infatti, all’uscita dal cinema gli spettatori hanno ricevuto dei volantini negazionisti distribuiti da alcuni comunisti nostalgici di Tito.
A denunciare l’accaduto è stato Alessandro Basso, consigliere regionale di Fratelli d’Italia in Friuli-Venezia Giulia: «In occasione della proiezione di Red Land – ha scritto Basso su Facebook – il sedicente Partito Comunista si è macchiato dell’infamia di consegnare un volantino che riporta falsità storiche innegabili». Nel volantino distribuito al termine della proiezione di Rosso Istria veniva specificato che Norma Cossetto «era una fascista, esponente della gioventù universitaria fascista e figlia di Giuseppe Cossetto segretario del Fascio del Comune di Santa Domenica di Visinada e già podestà di quel Comune». In pratica – questo è il senso – la giovane ragazza non merita, in quanto fascista, di essere ricordata.

Oltre ai soliti argomenti negazionisti, diffusi da storici dilettanti e ultra-ideologizzati come Sandi Volk e Alessandra Kersevan, il volantino giustifica l’assassinio di Norma Cossetto come atto di ritorsione contro italiani e tedeschi: «È tanto strano se poi ci furono alcune vendette?». Insomma, si tratta della solita «bufala storica» delle foibe come risposta alle «atrocità italiane in Iugoslavia». Di più: quello che i membri di tale Partito comunista non riescono a mandar giù è il fatto che nel film «l’immagine dei partigiani viene denigrata». Ovvio: gli aguzzini di Norma dovrebbero essere non solo giustificati, ma altresì additati ad esempio. Torturatori e stupratori: ecco gli «eroi» di certi anti-italiani impenitenti.
Valerio Benedetti





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