Milano, 15 gen – Ennesimo, vile oltraggio alla memoria di Sergio Ramelli avvenuto nello scorso fine settimana a Milano. La corona di fiori posta sopra il murales dedicato al giovane militante del Fronte della Gioventù – ucciso barbaramente, nel 1975, da un gruppo di persone appartenenti ad Avanguardia Operaia -, è stata incendiata da ignoti.

Ne ha dato subito notizia il sito sergioramelli.it definendo l’accaduto “un atto vandalico vigliacco, perpetrato da chi sa solo odiare o distruggere, perché credere e costruire sono cose troppo grandi per chi non ha più cuore“. La scritta “Ciao Sergio” di via Paladini a Milano ha subìto dei lievi danni dovuti all’annerimento provocato dalle fiamme, ma sempre come riportato dal sito dedicato al giovane martire dell’odio comunista “i militanti milanesi si sono subito adoperati per intervenire sul posto e per organizzarsi per ripristinare i danni”. Dure parole di condanna anche dal sito Fascinazione.

Ecco il video dell’intervento:

Non è la prima volta che il murales dedicato al giovane Sergio viene vilmente preso di mira. Nel 2014 infatti alcuni vandali avevano rotto il vetro a protezione della scritta. Anche in questo caso i volontari milanesi avevano tempestivamente riparato il danno, sicuramente frutto della codardia e dell’odio antifascista.

Ricordiamo come Sergio Ramelli venne barbaramente aggredito da un gruppo di militanti di Avanguardia Operaia, armati di chiavi inglese modello Hazet 36 e colpito ripetutamente e selvaggiamente in diverse parti del corpo sotto gli occhi della madre. Il giovane Sergio fu lasciato esangue al suolo. Era il 13 marzo del 1975. Sergio Ramelli morirà il 29 aprile del 1975, dopo 47 giorni di agonia.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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