Roma, 30 mag – E’ ergastolo con isolamento diurno per 18 mesi per Innocent Oseghale, il nigeriano che sedici mesi fa stuprò, uccise, fece a pezzi e abbandonò in un trolley sul ciglio della strada la giovane Pamela Mastropietro. La corte d’Assise di Macerata al termine di cinque ore di camera di consiglio ha emesso il verdetto che lo ritiene responsabile di tutti i capi di imputazione (omicidio volontario aggravato dalla violenza sessuale, vilipendio, distruzione e occultamento di cadavere). Come pena accessoria è stata stabilita la la decadenza dalla potestà genitoriale di Oseghale in quanto padre di due figli piccoli avuti da una compagna italiana.

“Tocca agli altri”

Dopo la lettura della sentenza la madre di Pamela, Alessandra Verni, ha esclamato “Daje, fuori uno, adesso tocca agli altri”. La sua convinzione, infatti, è che Oseghale, nel compiere il suo atroce operato sia stato aiutato da qualcun altro e vorrebbe venisse fatta ulteriormente luce sulle responsabilità di Lucky Awelima e Lucky Desmond, dapprincipio sospettati di essere complici di Oseghale e  successivamente scagionati. Lacrime e abbracci tra i parenti e sostenitori della Verni che si erano presentati in Aula indossando una maglietta con la foto del volto di Pamela. “Il primo pensiero? E’ stata Pamela. Ora le direi ti amo, ti amerò per sempre e non vedo l’ora di riabbracciarla – ha dichiarato la madre – L’ho sognata più volte. Nel sogno ci siamo abbracciate forte forte, mi ha detto di non pensare al corpo perché lei è viva”. Un buco nell’acqua, quindi, per la linea difensiva che sosteneva la morte per overdose di Pamela e l’ “infondatezza della violenza sessuale”.

Le dichiarazioni

Si dichiara soddisfatto il ministro dell’Interno Salvini, che ieri sera su Facebook ha auspicato “che sia vero ergastolo per questo INFAME, ci sia certezza della pena, è il minimo. Resto contro la pena di morte, ma chi mostra totale disprezzo per la vita umana non deve mai uscire di cella senza aver pagato fino in fondo per la propria cattiveria.
Una preghiera per Pamela, un abbraccio alla sua famiglia”. Non vi è niente da festeggiare invece per il segretario di CasaPound Italia Simone Di Stefano: “Cosa c’è da festeggiare nell’ergastolo a Oseghale? Pensate che che quel subumano non si ritaglierà la sua esistenza su misura in carcere? In Africa deve tornare, ma in una cassa di zinco. E poi, ma quanti ce ne sono ancora di spacciatori clandestini nelle nostre città? Non si possono toccare – prosegue – non si possono incarcerare, non si possono espellere se non al ritmo di pochi al mese quando ne dovrebbero partire 500 al giorno. Io non festeggio. Un pensiero a Pamela e alla famiglia”.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. Altro dettaglio di non poco conto: siamo in Italia, quanti anni di galera si farà veramente con vitto ed alloggio gratuiti? Dieci? Se gli va male forse qualcuno di più, mentre la pena di morte per Pamela, quella sì, è già stata eseguita!!!

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