Roma, 20 ago – Continua l’estenuante braccio di ferro tra il governo italiano e la Ong spagnola Open Arms, che non ne vuole sapere di arrivare in Spagna con il proprio mezzo. Secondo Oscar Camps e Riccardo Gatti, “noi certamente non possiamo navigare con la situazione che c’è a bordo”, scartando così l’ipotesi di essere scortati dalle navi militari della Guardia costiera fino alle Baleari. Anche la seconda ipotesi, cioè il trasbordo di parte degli immigrati sulle navi militari mentre il resto rimarrebbe sulla nave spagnola, viene respinta dalla Ong, che addirittura ha chiesto di trasportare tutti i passeggeri della Open Arms su di un aereo. Sembra ormai chiaro che la Ong si voglia liberare al più presto del suo carico di vite umane per poter riprendere al più presto la propria missione nel Canale di Sicilia e recuperare così altri immigrati, e nel farlo stia tenendo in scacco i due governi – italiano e spagnolo – piegandoli ai propri ricatti e alle proprie pretese.

“Toninelli: Ong in malafede”

In tarda serata Toninelli ha aperto alla possibilità di trasferire tutti i clandestini in Spagna caricandoli su una nave della Guardia costiera, senza però risparmiare critiche all’atteggiamento dell’organizzazione: “Ci siamo messi a disposizione con la Guardia Costiera per accompagnare la Open Arms in Spagna, per offrire supporto tecnico e per trasportare parte dei migranti a bordo di una nostra imbarcazione per il viaggio – ha scritto il ministro su Facebook – La Ong ha incredibilmente rifiutato, con un atteggiamento che fa sospettare ci sia malafede da parte loro. A questo punto facciamo un ulteriore passo in avanti: siamo disponibili a portare noi, con la nostra Guardia Costiera, nel porto iberico che ci verrà indicato tutti i migranti che sono a bordo della Open Arms. La Spagna però faccia prima, a sua volta, un passo in avanti e tolga immediatamente la sua bandiera dalla nave della Ong”.


Durante la notte sono stati evacuati altri nove immigrati – 8 che manifestavano problemi di salute e 1 accompagnatore. Uno dei naufraghi è stato portato via in ambulanza, altri due sono stati visitati nel Poliambulatorio: si tratterebbe di un uomo con aritmia cardiaca e una donna con problemi alla vista. Gli altri si trovano ora nell’hotspot; uno ha la scabbia, gli altri avrebbero “sintomi di depressione e problemi psicologici”. Restano 98 persone a bordo della nave. “La situazione a bordo si complica ogni minuto” scrive in tweet Open Arms “Chi non vuole vedere la situazione insostenibile a bordo è incapace di provare empatia per il dolore degli altri”.

Cristina Gauri

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5 Commenti

  1. la ong, preferisce tenerli sequestrati a bordo, piuttosto che mollare, sulla loro intenzione politica/economica, di usare l’Italia come, unico e solo, porto di sbarco..

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