Lampedusa, 21 ago – Hanno trascorso la prima notte a terra dopo 19 giorni in mare gli ultimi 83 immigrati evacuati dalla Open Arms, sbarcati in seguito al colpo di mano della procura di Agrigento, che ha disposto il sequestro della nave. Ieri sera il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio ha disposto il sequestro dell’imbarcazione, ordinando così l’entrata nel porto di Lampedusa della Nave Ong. Decine di agenti di polizia e della Guardia costiera attendevano gli sbarcati per sottoporli ai primi controlli medici e trasferirli all’hotspot a mezzo furgone. La Procura ha poi aperto un fascicolo contro ignoti per omissione e rifiuto di atti d’ufficio.

Comitati di accoglienza

Un piccolo gruppo di turisti e attivisti ha accolto festosamente gli immigrati che di rimando si sono messi ad applaudire, cantare e ballare, nonostante la stanchezza e l’esaurimento tanto sbandierati nei giorni giorni scorsi. E’ accorso al molo con solerzia anche il parroco di Lampedusa Don Carmelo Lamagra, che in questi giorni ha organizzato veglie e preghiere davanti alla Chiesa San Gerlando in segno di solidarietà. Lo stesso parroco lo scorso giugno si era distinto per i suoi exploit melodrammatici dormendo sul sagrato della chiesa aspettando l’arrivo della Sea Watch 3. “Ho appena terminato insieme a tre straordinari colleghi, Rocco Billone , Angela Callari e Giuseppe Bordieri, lo sbarco degli ultimi 83 rimasti sulla Open Arms. Sono stati cinque giorni molto difficili e pieni di tensione e amarezze. Grazie a Dio stanno tutti bene, resterà una delle esperienze più intense della mia vita, da oggi mi sento più ricco”, ha spiegato il medico di Lampedusa Francesco Cascio.

In contrapposizione al comitato di accoglienza un gruppo di contestatori, guidati dalla leghista Angela Maraventano, hanno gridato slogan contro le Ong. Ci ha pensato un altro gruppo di manifestanti a contrastare i dissidenti, capitanati all’ex sindaco dell’isola, Giusi Nicolini: “Sul molo di Lampedusa neutralizziamo uno striscione leghista con la scritta ‘scafisti’, mettendoci i piedi sopra, ma tanti piedi, proprio tanti tanti. Siamo qui per accogliere i naufraghi e ringraziare chi li ha salvati, non per farci insultare”, ha scritto sui social l’ex primo cittadino.

La nave ora è sotto sequestro ed è in attesa di essere trasportata nel porto di Licata, in provincia di Agrigento, dove la attendono, già ormeggiate da tempo, la Mare Jonio e la Sea Watch 3.

Cristina Gauri

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  1. Basta con questi immigrati. I governi degli altri stati si lavano le mani e ci deridono. L’Italia non apparterrà più agli italiani e si chiamerà Africa. Quei maledetti stanno invadendo la nostra bella Italia e cosa faranno? Lavoreranno? Non credo. Non c’è lavoro per gli italiani figuriamoci per loro quindi l’alternativa è DELINQUERE ed é ciò che stanno facendo e che faranno. L’italia non é piu sicura per i nostri figli e il governo italiano non fa niente. Ma che bravi buonisti!

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