Roma, 25 giu – Una parte di questa storia fa sorridere, un’altra molto meno. La parte divertente è quella che riguarda un uomo di Latina che ha affisso fuori dalla finestra di casa sua uno striscione con la scritta “W la fica” nel giorno in cui nella città laziale sfilava il Gay Pride. Una provocazione innocente e goliardica, che non ha offeso nessuno. La parte simpatica, però, finisce quando apprendiamo che l’uomo, a causa del suo gesto, ha ricevuto la visita dei carabinieri, che hanno imposto la rimozione del messaggio-omaggio, comparso in via Silvio Pellico, fronte parco Mussolini.

L’uomo, un imprenditore rimasto anonimo, ha scritto un messaggio alla redazione del sito latina24ore.it spiegando le sue ragioni: “Non sono un omofobo, ho voluto solo riaffermare i miei gusti sessuali. Comprendo la frase di impatto forte, ma a quale impatto stiamo andando incontro noi stasera? Posso essere anche io libero di esprimere i miei gusti sessuali? Niente è banale, la mia azione provocatoria è per sottolineare il fatto che viviamo in un mondo ricco di ipocrisie. Che differenza c’è fra un gay e un etero? Nessuna! Perché dobbiamo creare minoranze? I gusti sessuali fanno parte di una sfera personale. Perché farne una manifestazione? Il sistema politico, sociale e culturale oggi è provocatorio, e induce all’omofobia. Io non ci sto e per una parità di ‘genere’ ho voluto dire la mia. Purtroppo è durata poco la mia libertà, mi hanno costretto con le buone maniere a togliere il mio manifesto. In un paese che si definisce libero mi è sembrato tutto così strano…”.

Roberto Derta

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