Firenze, 10 ago – In principio furono gli smartphone. Poi ci fu il wi-fi (sennò come lo usi lo smartphone?). E ora, infine, gli acquisti online di lusso. No, non è una barzelletta, ma la realtà dei centri di accoglienza toscani. I protagonisti? Neanche dirlo: i tanto osannati richiedenti asilo. «Da più parti ci giungono segnalazioni circostanziate che riportano come in alcuni centri d’accoglienza per gli immigrati in Toscana vi sia un discreto viavai di fattorini che consegnano ai presunti profughi materiale di moda (come indumenti o scarpe) acquistati direttamente su noti siti dediti all’e-commerce», ha denunciato Jacopo Alberti, consigliere regionale della Lega in Toscana.

Il consigliere della Lega parla dunque di «una pratica che riteniamo alquanto inusuale per persone bisognose che, teoricamente, scappano da guerre o situazioni similari ed una volta in Italia, invece, si possono permettere il lusso d’ordinare capi firmati. Siccome i predetti acquisti di beni, almeno per quel che sappiamo si reiterano nel tempo, ci sorge spontaneo il dubbio che gli acquirenti, formalmente “poveri in canna” raggranellino un po’ di denaro magari svolgendo attività illecite. D’altronde, non è la prima volta che questi individui vengono colti in flagranza di reato, essendo dediti, ad esempio, allo spaccio di stupefacenti». «Insomma – conclude il leghista – una vicenda che lascia perplessi e indignati, poiché mentre molti toscani fanno i salti mortali per arrivare a fine mese, chi usufruisce gratuitamente di vitto e alloggio (ovvero gli immigrati), si può, viceversa, permettere il lusso di fare tranquillamente e comodamente shopping…».

In sostanza, più la narrazione della sinistra chic dipinge i richiedenti asilo come poveri bisognosi e perseguitati che scappano dalle guerre, e più la realtà si incarica di contraddirla, questa narrazione. I progressisti, del resto, hanno tentato in tutte le maniere di giustificare le ridicole pretese dei presunti profughi: smartphone e wi-fi sarebbero necessari per tenersi in contatto con le famiglie rimaste in Africa, il rifiuto della pasta si spiegherebbe con le diverse abitudini alimentari degli «ospiti», se qualcuno di loro stupra, si tratterebbe solo di una mela marcia in mezzo a un esercito di «risorse». Tutto bellissimo. Ma l’impressione che ci stiano solo prendendo in giro rimane forte. Fortissima.

Vittoria Fiore

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4 Commenti

  1. ..ultimamente, per quanto riguarda gli stupri, hanno cambiato ”motivazione”..:..”.trattasi di stupri dovuti a differenza culturale..”..

  2. Le forze dell’ordine purtroppo hanno le mani legate, sono
    vincolate è più di tanto non possono fare. Siamo noi cittadini che dovremmo cominciare a darci da fare e collaborare con loro per agevolarli nel limite del possibile e cominciare a mettere fine a questo delinquenza ormai fuori controllo. La gente oramai è stanca ed esasperata.

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