Padova, 7 giu – Attimi di tensione ieri mattina a Padova, nel corso di uno sfratto di una famiglia congolese (madre, padre e due bambini) da un alloggio dell’Ater. Gli immigrati si rifiutavano di lasciare l’appartamento e si è quindi reso necessario l’intervento degli agenti della Questura. A complicare ulteriormente la situazione e a dare manforte agli abusivi, l’immancabile delegazione di esponenti del centro sociale Gramigna – gli stessi antagonisti che magicamente si dileguano quando ad essere sfrattati sono gli italiani – che hanno dato luogo a una protesta, subito sedata dalle forze dell’ordine. Gli arrestati sarebbero due.


Recidivi

Lo sgombero si è reso necessario in quanto la famiglia, a cui era stato assegnato l’appartamento Ater ubicato al civico 36 di via Palestro, non ne pagava l’affitto da mesi. Il nucleo di stranieri non era nuovo a questa pratica: per lo stesso motivo, come riporta Il Gazzettino, erano già stati sfrattati da altri appartamenti nel 2012 e nel 2016. I solerti servizi sociali del Comune stanno comunque cercando un altro appartamento per il nucleo familiare – se e come i congolesi intendono pagarne l’affitto rimane un mistero.

Il presidio degli antagonisti

Gli agenti del Reparto mobile e della Digos si sono scontrati con la piccola delegazione dei centri sociali e del Comitato di difesa della casa, arrivando ad arrestare due militanti della sinistra antagonista che si erano posti in diretto contrasto con le forze dell’ordine. Risolta la situazione, le operazioni di sgombero sono proseguite senza più interruzioni. La fortunata famiglia congolese non rimarrà in mezzo a una strada: soggiornerà in un centro protetto, seguita dai servizi sociali. Lo sgombero si è concluso con l’apposizione dei sigilli. Plauso del ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha così commentato l’accaduto: «Avanti con gli sgomberi degli occupanti abusivi, nessuna tolleranza per i violenti».

Cristina Gauri

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