Roma, 14 gen – La poliziotta Michela Pascali, lesbica di 45 anni, è stata eletta alla segreteria nazionale del Silp-Cgil, uno dei più grandi sindacati di polizia in Italia. Si tratta della prima agente dichiaratamente omosessuale a raggiungere questa posizione all’interno di un sindacato e, in questo senso, per la sinistra è già diventata un simbolo. Queste le prime parole della Pascali rilasciate alla stampa: «Spero che la mia elezione possa aiutare tanti colleghi a fare coming out, a consentire a tutti quelli che vivono un disagio di uscire fuori senza vergognarsi di quello che sono». Secondo la poliziotta, infatti, dichiarare la propria omosessualità tra le forze dell’ordine «è ancora difficile perché l’ambiente non lo favorisce».

La poliziotta 45enne ha poi precisato: «Mi hanno voluto nella segreteria nazionale non certo perché sono omosessuale. È ovvio che le tematiche Lgbt faranno parte della mia attività, ma non mi occuperò solo di quello: vorrebbe dire svilire il mio ruolo e quello del sindacato». Dieci anni fa la Pascali si è separata dal marito, con il quale ha avuto due figli, che oggi hanno 17 e 14 anni, per iniziare la sua nuova vita di lesbica dichiarata: «Ma ho un rapporto ottimo con loro – ha detto – siamo una famiglia bellissima». Attualmente vive insieme alla sua compagna: «Credo fermamente che l’amore non abbia colore o sesso, riguarda semplicemente le persone», ha affermato.

Michela Pascali è in polizia da oltre vent’anni, dopo aver lavorato prima alla Polfer di Milano e poi in vari uffici della Questura di Firenze, dove attualmente ricopre il ruolo di tecnico informatico. Impegnata da tempo nell’attivismo Lgbt, lo scorso giugno la questura le aveva negato la facoltà di presenziare in divisa alla riunione parigina dell’European Glbt Police Association, organizzazione che riunisce le associazioni che in 16 paesi si battono per il riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali tra le forze armate e quelle di polizia. «Ma alla fine in caserma – spiega la Pascali – è come nella vita reale, dipende chi hai di fronte. Ci sono colleghi e funzionari che hanno una sensibilità enorme e che hanno sempre rispettato le mie scelte, altri invece che operano in maniera sessista». La poliziotta lesbica si concede anche un commento sul ministro dell’Interno Matteo Salvini: «L’impressione è che sia solo propaganda, le azioni messe in campo non vanno verso quello che serve alle forze di polizia. E anzi – conclude – con il decreto sicurezza la situazione può degenerare perché ci ritroveremo in strada persone che non hanno più tutele».

Vittoria Fiore

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3 Commenti

  1. Spacciare l’anormalità come la normalità è da pazzi, a dir poco, e un’istituzione statale come la Polizia di Stato dovrebbe essere in prima linea a non favorire situazioni del genere e invece a quanto pare fa finta di niente, anzi sembra che addirittura le favorisca.

    Per anormalità nel caso specifico si intende una donna sposata con figli che poi divorzia e va a stare con un’altra donna e per giunta fa attivismo politico pro LGBT, che esempio è per i figli?

    Normale o anormale, educativo o diseducativo? La maggioranza degli italiani dirà che è un esempio anormale e diseducativo ma la UEE e i media mainstream stanno facendo tutto il possibile il necessario affinché si arrivi al più presto al fatto che la maggioranza dell’opinione pubblica italiana penserà che una roba del genere sia normale ed educativa allo stesso tempo, insomma, sullo sfondo si vede un chiaro e perverso progetto di ingegneria sociale dove l’anormalità diventerà normalità e questo è gravissimo anche perché ben altre e molto diverse sono le priorità per la stragrande maggioranza delle persone normali sia in Italia che in altri stati membri della UEE che continuando di questo passo diventerà “Babilonia UEE” con grande gioia delle oligarchie eurocratiche!!

    Cordiali saluti.

    TheTruthSeeker

  2. “Per mettere il mondo in ordine, dobbiamo mettere la nazione in ordine. Per mettere la nazione in ordine, dobbiamo mettere la famiglia in ordine, Per mettere la famiglia in ordine, dobbiamo coltivare la nostra vita personale, Per coltivare la nostra vita personale, dobbiamo prima mettere a posto i nostri cuori.” Confucio

    Scommettiamo che la poliziotta sindacalista lesbica e attivista pro LGBT in questione sia anche pro euro e pro UEE? Con molta probabilità lo è pure convintamente!!

    E quindi gente del genere che fa tutto il necessario e il possibile per mettere la propria famiglia e nazione in disordine va a fare la dirigente di un sindacato italiano storicamente importante?
    Com’è possibile?

    E’ possibile perché quel sindacato è stato complice del PD nell’indebolire pesantemente la classe media italiana e sono stati pure sempre a difesa dell’immigrazione senza controllo, più ne arrivavano e più loro non dicevano mai niente, chissà come mai….!!

    Saluti.

    TheTruthSeeker

  3. “preghiamo per combattere”

    Una volta ma moltooooo una volta,parte di chi decideva che una Uniforne od una Policroma diventassero una sorta di seconda pelle,l’ultima delle preoccupazioni era quella di andare in missione ed affrontare il pericolo,così come a Beirut così come in qualche laterale di qualche stazione dei treni italiana.

    Ora sembra che abbiamo invece le Poliziotte 2.0 che si preoccupano che “la situazione possa degenerare in strada” forse per non rovinarsi lo smalto per il prossimo convegno LGCTB o per non perdere gli orecchini “dilatatori” durante un arresto.

    A questo punto e secondo questa ottica,io proporrei di eliminare tutti i reati,in modo che non ci sia più nessuno a cui dare la caccia in Volante, e di dare direttamente a tutti gli stranieri il passaporto italiano, in modo da eliminare così la “clandestinità”…

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