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Milano, 22 mar – Panico sui social network e centralini delle forze dell’ordine presi d’assalto in tutto il Nord Italia. Alle 11.15 a Milano e in un raggio che si è esteso fino a Bergamo e al Canton Ticino, si sono uditi due forti boati. Uno, il primo, più intenso e l’altro più debole. Impossibile non pensare a una bomba o a un’esplosione. Tant’è che qualcuno è sceso in strada e alcune strutture pubbliche sono state evacuate.
Dalla Questura hanno tranquillizzato. Non si è trattato di un attentato. Le fonti del Comando provinciale dei carabinieri della Questura, infatti, sono concordi nel dire che la colpa sarebbe da dare a due caccia militari che hanno sfondato il muro del suono durante un’esercitazione. Al momento non si sa molto di più, alcuni accertamenti sono in corso per sapere a quale Comando appartengano i due velivoli militari. Alcune indiscrezioni parlavano di due caccia decollati dall’aeroporto militare di Ghedi, in provincia di Brescia per intercettare un velivolo non identificato nello spazio aereo italiano.
L’Aeronautica ha poi comunicato che due Eurofighter sono partiti dall’aeroporto militare di Istrana nel Trevigiano dopo che un aereo di linea francese avrebbe compiuto una manovra sospetta sulla Valle dʼAosta. L’ipotesi che si sta facendo strada è che il volo Airfrance partito dall’Isola di Reunion e diretto a Parigi abbia causato l’allerta militare sui cieli italiani dopo aver avuto un problema tecnico ai sistemi radio.
I due boati sarebbero quindi un boom sonico, o boom supersonico prodotto dal Cono di Mach. Si tratta cioè di boati dovuti al suono generato dalle onde d’urto create da un aeromobile che si muove all’interno di un fluido, in questo caso l’atmosfera terrestre. Questo forte rumore si avverte nel momento in cui un aeromobile vola a velocità superiori a quelle del suono. L’allerta della difesa è terminata senza conseguenze ma resta da capire cosa realmente sia avvenuto.
Anna Pedri



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