Como, 3 dic – Erano finiti a processo con l’accusa di aver picchiato due autisti dei bus di linea a Como, ma il Tribunale di Milano ha deciso di assolvere i due imputati gambiani. Secondo il giudice e la difesa i due immigrati non sarebbero stati fisicamente presenti al momento dell’aggressione e quindi sono stati assolti “per non aver commesso il fatto”.
Una vicenda ai limiti del surreale quella accaduta a Como. Lo scorso 5 luglio due autisti dell’Asf sono stati aggrediti da un gruppo di immigrati. Un copione già visto: alla richiesta di esibire il biglietto gli immigrati, che ne erano sprovvisti, hanno dato di matto e hanno aggredito prima un autista e poi un collega arrivato in suo aiuto. Tanto che i due malcapitati dipendenti del servizio di trasporto pubblico comasco hanno dovuto essere portati in ospedale.
Uno dei due autisti, nonostante le botte, era riuscito a fotografare i suoi aggressori in fuga, e la sua prontezza di spirito ha fatto in modo che gli immigrati venissero rintracciati e arrestati poco dopo. Tra loro c’erano due gambiani e due nigeriani, che sono stati accusati di interruzione di pubblico servizio, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, e processati per rito direttissimo, in attesa di giudizio. Gli immigrati erano quindi stati inizialmente condannati in primo grado dal Tribunale di Como. Ma due di loro nei giorni scorsi sono stati assolti in Appello dal Tribunale di Milano. Si tratta dei due gambiani Yusupha Ceesay, di 25 anni, e Salifa Camara, di 23, che erano stati condannati a un anno e 9 mesi, per i quali è stata disposta la revoca della misura cautelare dopo 5 mesi. I giudici hanno accolto la tesi della difesa, che ha sempre sostenuto che i due autisti abbiano erroneamente riconosciuto i due gambiani.  
Per gli altri due imputati, nigeriani, il giudice ha disposto un piccolo sconto di pena: per uno di loro condannato a 1 anno 2 mesi la pena è diventata di un anno e 20 giorni, e per l’altro da un anno e 9 mesi di è passati a una condanna a un anno e 7 mesi.
Anna Pedri
 
 
 

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