Roma, 30 apr – E così la Mare Jonio imbarcò anche il parroco. Sulla controversa nave salva-immigrati è infatti salito don Mattia Ferrari, il giovanissimo vicario parrocchiale di Nonantola, nella diocesi di Modena. Disobbedienti, preti, centri sociali: più che una nave Ong, sembra l’arca di Noè. Come facciano a convivere tutte le correnti, è un vero e proprio mistero della fede. Oppure sono solo i miracoli dell’immigrazionismo? “In effetti qui sono tutti atei e agnostici – spiega Ferrari in un video pubblicato da Repubblica – ma c’è un bel clima di fratellanza, i ragazzi di Mediterranea hanno un gran rispetto per Papa Francesco. E un fatto è certo: il Vangelo, oggi, passa anche dal Mediterraneo”, afferma Ferrari.

Don Mattia dirà messa ogni giorno sull’imbarcazione: “Nello zaino, oltre a qualche ricambio, mi sono portato i vangeli, il messale e il rosario”, racconta il sacerdote. Alla prima funzione erano tutti presenti ma, confida il don, “non pretendo certo che tutti i giorni ci sia questa partecipazione. In navigazione hanno molto da fare. E poi dipende da come sarà il mare…devo azzeccare il momento giusto, quando non si balla troppo”. Ma il compito del parroco sulla nave di Mediterranea non sarà solo di benedire particole: “Sono il cappellano di bordo, il mio compito è rappresentare la vicinanza della Chiesa sia a questi ragazzi che rischiano la vita per qualcosa in cui credono, sia ai migranti che arrivano dalla Libia. Siamo le prime persone che vedranno. Io voglio portare amicizia, sostegno spirituale e consolazione”. Una missione che ha avuto come sponsor nientemeno che la Fondazione Migrantes della Conferenza episcopale italiana. Il don ha quindi le spalle ben coperte. Ma non solo: persino i mangiapreti per eccellenza hanno invocato la presenza di un uomo di fede sull’imbarcazione: “La richiesta di avere un prete a bordo è venuta dai ragazzi dell’equipaggio: lo aveva chiesto Luca Casarini nell’incontro con l’arcivescovo di Palermo l’8 aprile scorso, e Lorefice aveva accolto molto positivamente l’idea. Con i ragazzi di Tpo e Labas di Bologna, che tramite l’associazione Ya Basta fanno parte di Mediterranea, siamo amici da tempo, perché due anni fa accolsero Yusupha, un ragazzo migrante che dormiva in stazione a Bologna”. Insomma, quello che l’ideologia divide, la prospettiva di diventare compagni di merenda unisce.

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. quando la voglia di protagonismo in un prete è così tanta ed orgasmica da passare anche attraverso gli occhiali da sole di Tom Cruise in TOP GUN.

    faranno anche dibattiti interni contro aborto,eutanasia,divorzio e matrimoni omosessuali sulla USS Saratoga OPS ! sulla Mare Cojonio ?

  2. Ho sempre considerato Berlusconi un farabutto, però, quando creò il neologismo ” Catto-comunisti ” aveva perfettamente ragione. Questi esseri pensano di emendarsi la coscienza facendo delle finte opere di bene, i preti hanno tutta una serie di delitti economici e sessuali di cui occuparsi, ma la loro unica preoccupazione è quella di ” accogliere ” esseri viventi che disprezzano la loro inclinazione spirituale. Quando si renderanno conto di essere soverchiati dagli islamici sarà troppo tardi, potranno solo fare atto di apostasia, abiurando la loro vocazione.

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