Roma, 12 giu – Dopo averla tanto pretesa e invocata alla fine Ramy Shehata e Adam El Hamami hanno ottenuto ufficialmente la cittadinanza italiana. Ieri pomeriggio infatti il Consiglio dei Ministri ha dato l’ok per la cittadinanza grazie a meriti speciali per i due ragazzini che – coadiuvati da altri compagni di classe italiani esclusi dalla narrazione buonista – sono riusciti a chiamare le forze dell’ordine e sventare così il dirottamento incendiario dello scuolabus guidato dal senegalese Ousseynou Sy. L’uomo aveva dichiarato agli inquirenti di aver tentato la strage per fare un “gesto eclatante” che “scuotesse le coscienze” in merito ai problemi dell’Africa.  I due ragazzini erano riusciti a nascondersi e telefonare così al 112, allertando i carabinieri che sono intervenuti per evitare la strage dei 50 giovani passeggeri. Il conducente, infatti, aveva cosparso l’interno del veicolo di benzina e le fiamme erano divampate nell’attimo in cui gli studenti avevano abbandonato il mezzo.

La relazione del Viminale

Nella relazione del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, vengono spiegate le motivazioni di tale concessione: “Ritengo che i giovani abbiano reso eminenti servizi al nostro Paese, per aver contribuito, con il proprio gesto di alto valore etico e civico, a sventare la tentata strage, posta in essere il 20 marzo 2019 ai danni di 51 ragazzi sullo scuolabus in marcia lungo la strada provinciale Paullese in San Donato Milanese”. Medaglia d’oro al valor civile anche alla scuola media Giovanni Vailati di Crema. “Con straordinario coraggio ed eccezionale spirito di iniziativa il personale docente e non docente e i 51 studenti fronteggiavano il conducente dell’autobus (…) allertavano i Carabinieri (…) e riuscivano a liberarsi”, si legge. La relazione viene conclusa elogiando “Il comportamento del personale scolastico e dei ragazzi presenti” definito come “uno splendido esempio di generosa solidarietà e straordinaria abnegazione, orientato alla difesa del più alto valore della vita umana”.

Ius soli: ogni lasciata è persa


Adam El Hamami all’Agi ha dichiarato di sentirsi “felicissimo per il grande dono”. “Avevo cominciato a perdere la speranza perché nessuno ne parlava più”, racconta il giovane. “Nella vita quotidiana non cambia nulla perché noi siamo tutti uguali ma è un grande riconoscimento e mi risolverà tanti problemi di documenti”, prosegue ricordando le “tante persone che sono nate in Italia e ancora non vengono riconosciute come italiane“. E non perde l’occasione di concludere portando l’acqua al mulino dello ius soli: “Se sono nati qua, studiano qua, dovrebbero avere la cittadinanza“. Per quello – speriamo – ne dovrà passare di acqua sotto i ponti.

Ramy invece ha espresso la propria soddisfazione a Repubblica così: “Mi sentivo già italiano, ma ora sono proprio italiano con i documenti. Chi mi critica è solo gente gelosa. Io privilegiato per aver avuto la cittadinanza prima dei 18 anni? In ogni caso l’avrò a 18 anni”, utilizzando i toni arroganti che avevano contraddistinto anche le sue insistenti richieste di cittadinanza, pochi mesi fa: “Se Salvini non vuole darmi la cittadinanza, fatti suoi. La prenderò a 18 anni” aveva dichiarato il giovane in un video a La Stampa. “Se non c’ero io e morivano tutti, volevo vedere come era messo Salvini con i Carabinieri e andavano tutti contro di lui”.

Cristina Gauri

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8 Commenti

  1. Scimmie pretenziose & supponenti. E idioti all’ ennesima potenza coloro che, al governo, fanno di tutto per portare all’ ennesima potenza la loro arroganza e la loro supponenza. I veri eroi, come i veri santi, non sono mai riconosciuti, ne pretendono alcun riconoscimento. Mentre i secondi non hanno giorni dedicati sui lunari…

  2. Se non c’eri te e morivano tutti la colpa sarebbe stata di Salvini? Ma dove ca77o vai a scuola al circolo del PD? Se non c’erano i sinistrati cerebrolesi in italia, non c’eri ne te e ne quella merda di autista! Cojone altro che ius soli,hai fatto 18 anni? Mo torna in africa!

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